Referendum, governo ed elezioni: si poteva fare qualcosa di diverso?

Oggettivamente dopo le dichiarazioni della lunga vigilia del referendum, Renzi non poteva rimanere alla guida del Governo. Visto che le sue dimissioni sono state formali, ma non sostanziali, la mossa ha sollevato un gran vespaio, anche perché insieme a lui non se n’è andato il governo Renzi, quello che oggi si chiama Gentiloni. Forse non […]

Gianni Brunacci
Gianni Brunacci
Invia per email  |  Stampa  |   15 dicembre 2016 2:44  |  Pubblicato in Rubriche, Interventi d'autore, Punto G.




Oggettivamente dopo le dichiarazioni della lunga vigilia del referendum, Renzi non poteva rimanere alla guida del Governo.

Visto che le sue dimissioni sono state formali, ma non sostanziali, la mossa ha sollevato un gran vespaio, anche perché insieme a lui non se n’è andato il governo Renzi, quello che oggi si chiama Gentiloni.

Forse non era lecito aspettarsi qualcosa di molto diverso con immediatezza; infatti il problema della legge elettorale ha da essere risolto prima di andare al voto (al di là di quel che urlano tatticamente grillini e leghisti).

Come minimo c’è da attendere il pronunciamento della Consulta sull’Italicum, ammesso che questo pronunciamento vi sia in tempi brevi e possa chiarire, ma meglio sarebbe condividere una nuova legge elettorale. Sul campo ce ne sono alcune e basterebbe votarne una.

Ma non sarà così facile e nel frattempo l’Italia va governata, perché qualcuno si deve preoccupare dei rapporti con la UE, della questione delle Banche (MPS e UBI su tutte) e delle sorti dei terremotati del centro Italia.

Avendo necessità di un governo si poteva mettere in piedi un esecutivo trasversale (che nessuno dell’opposizione ha voluto fare) oppure si doveva ricorrere al PD, che è l’unico partito a disporre di una sia pur risicata maggioranza in parlamento.

A questo punto che i volti cambino ha poco senso, anzi è forse più utile (solo ai fini pratici) che nei posti chiave rimangano più o meno le stesse persone.

La risposta ai NO degli italiani nel referendum deve quindi necessariamente essere posticipata alla chiusura dell’esperienza del governo attuale, che tutti (tranne il presidente Mattarella e Alfano) si augurano di brevissima durata.

In effetti far vivere questo parlamento il tempo utile al conseguimento della pensione per molti suoi componenti, potrebbe rivelarsi l’errore definitivo per l’attuale maggioranza politica. I forconi sono pronti a tornare in piazza con le punte più acuminate di un tempo.

 

 Gianni Brunacci 
Gianni Brunaccinato nel 1959 ad Arezzo, è scrittore, giornalista e fotografo. Dal 2006 collabora con varie testate televisive e giornalistiche, sia cartacee che online. Attualmente scrive e fotografa per Arezzo Notizie, l'Altrapagina e Top Life Magazine.
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