Pavanel – L’Arezzo è sulla strada giusta, ma ancora convalescente

“Non ci si può esaltare dopo tre buone partite. Le risposte sono state importanti, soprattutto dal punto di vista mentale, ma i margini di miglioramento della squadra sono ancora molto ampi e a oggi potrebbe bastare un risultato negativo per ripiombare nella depressione.” Quello che abbiamo visto nelle tre settimane durante le quali lei ha […]

Gianni Brunacci
Gianni Brunacci
Invia per email  |  Stampa  |   12 ottobre 2017 2:31  |  Pubblicato in Rubriche, Interventi d'autore, Punto G.




“Non ci si può esaltare dopo tre buone partite. Le risposte sono state importanti, soprattutto dal punto di vista mentale, ma i margini di miglioramento della squadra sono ancora molto ampi e a oggi potrebbe bastare un risultato negativo per ripiombare nella depressione.”

Quello che abbiamo visto nelle tre settimane durante le quali lei ha allenato l’Arezzo è straordinario. Calciatori che apparivano solo zavorre sono diventati certezze in positivo e la squadra è migliorata quanto a organizzazione di gioco e tenuta fisica alla distanza…

“ci sono ancora dei problemi tecnico tattici importanti. Bisogna migliorare molto in fase di costruzione ed essere più efficaci. La difesa a tre e una condizione fisica migliorata anche nei centrocampisti hanno potenziato di molto la fase difensiva, ma occorre ripartire meglio, non in maniera improvvisata, e poi sfruttare i nostri calciatori dai piedi buoni.”

Si riferisce a Foglia, Corradi…

“Corradi gioca da quinto sinistro di centrocampo come non avrei mai pensato e anche Sabatino è molto bravo da terzo difensore di sinistra; ma per sfruttare bene le caratteristiche di tutti occorre che anche chi deve ricevere palla si predisponga nel modo migliore…”

Se chi deve essere servito non si dispone nel modo giusto si perdono possibilità di passaggio e diminuisce la percentuale di quelli che vanno a buon fine…

“Esatto. Dobbiamo lavorare molto su questo, come sull’aspetto psicologico.”

Avete anche da recuperare pedine importanti…

“Certo: Cellini e Cutolo, ma anche Disanto, sono elementi che possono darci soluzioni nuove in avanti. L’importante è che giochiamo partita dopo partita, senza guardare troppo lontano, cosa che potrebbe annebbiare la vista da vicino, quella sulla prossima.”

I giornalisti si infiammano presto e altrettanto velocemente si deprimono…

“li capisco, ma le montagne russe non fanno bene alla crescita della squadra. Bisogna viaggiare a fari accesi, ma bassi. Esaltarsi troppo, così come deprimersi, non aiuta mai.”

Intanto però l’Arezzo gioca benino…

“Gioca meglio, ma è proprio il miglioramento della qualità del gioco l’obiettivo più importante. Facciamo ancora errori troppo pesanti per poterci dire fuori dall’influenza. L’Arezzo forse ha svoltato, ma forse no. Solo quando vedrò la squadra ribaltare letteralmente una partita saprò di avere un gruppo dalla personalità forte.”

Col Livorno ci sono andati vicini…

“Vero, c’è mancato davvero poco, ma avremo altre occasioni per dimostrare la nostra maturazione, anche emotiva.”

L’Olbia che avversaria è?

“Ha buoni interpreti e produce molto gioco. Quando non ha vinto è accaduto solo per caso… è un avversario ostico, ma noi dobbiamo batterlo…”

Grazie mister, alla prossima.

“Grazie a lei”.

Forza Arezzo! e domenica alle 14,30 tutti allo stadio a sostenere l’Arezzo, che contro l’Olbia non avrà vita facile.

 Gianni Brunacci 
Gianni Brunaccinato nel 1959 ad Arezzo, è scrittore, giornalista e fotografo. Dal 2006 collabora con varie testate televisive e giornalistiche, sia cartacee che online. Attualmente scrive e fotografa per Arezzo Notizie, l'Altrapagina e Top Life Magazine.
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