Ma la Fiera Antiquaria di Arezzo è viva e funziona abbastanza bene…

E’ facile notare, da lettore, come ogni edizione della Fiera Antiquaria venga “trattata” in modi diversi, e tra loro contrastanti, dai media locali. Su qualche organo di stampa si legge quasi costantemente di una Fiera in perenne crisi, quasi fosse pronta a chiudere i battenti per mancanza di espositori e/o visitatori, ma né i numeri […]

Gianni Brunacci
Gianni Brunacci
Invia per email  |  Stampa  |   11 febbraio 2016 2:52  |  Pubblicato in Rubriche, Interventi d'autore, Come la vedo io


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E’ facile notare, da lettore, come ogni edizione della Fiera Antiquaria venga “trattata” in modi diversi, e tra loro contrastanti, dai media locali. Su qualche organo di stampa si legge quasi costantemente di una Fiera in perenne crisi, quasi fosse pronta a chiudere i battenti per mancanza di espositori e/o visitatori, ma né i numeri ufficiali né, sopratutto, la constatazione diretta e ricorrente dicono questo. Anzi, è palese come negli ultimi anni gli espositori siano mediamente aumentati, le merci in vendita siano di qualità più dignitosa e anche i visitatori, aretini e non, si siano fatti più numerosi.

Ovviamente tutto è migliorabile, e sarà sempre difficile accontentare tutti, ma i ricorrenti giri di opinione che svolgo tra gli addetti ai lavori (banchisti e antiquari locali) mi raccontano di una Fiera complessivamente ancora importante e viva.

E allora mi chiedo perché insistere su un giorno di pioggia invernale che vede ovviamente poche presenze, piuttosto che sul malcontento di qualcuno contrapposto alla sostanziale soddisfazione di molti.

Arezzo e la sua Fiera non hanno certo bisogno di essere trattati come non meritano. Abbiamo una manifestazione importante, e presente ogni mese, che piace a molti e attira (almeno con il bel tempo) visitatori da tutta Italia (basta ascoltare i dialoghi di chi gira per i banchi, per capirlo) e anche dall’estero.

Si possono discutere la qualità della comunicazione che la riguarda e certe migliorie da apportare, ma parlarne ricorrentemente come se si trattasse di un morto che cammina, tra l’altro in sostanziale assenza di proposte alternative, non so davvero a chi possa giovare.

 Gianni Brunacci 
Gianni Brunaccinato nel 1959 ad Arezzo, è scrittore, giornalista e fotografo. Dal 2006 collabora con varie testate televisive e giornalistiche, sia cartacee che online. Attualmente scrive e fotografa per Arezzo Notizie, l'Altrapagina e Top Life Magazine.
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