L’osteria fiorentina

E’ un po’ com’era anche altrove in Toscana, ma in certi locali storici di Firenze è rimasto così; un po’ per vezzo e un po’ per abitudine consolidata. Poco posto a disposizione, piatti preparati in anticipo, forte rotazione ai tavoli. Ti siedi dove capita, accanto a chiunque, di fronte a chicchessia. Si mangia la trippa […]

Gianni Brunacci
Gianni Brunacci
Invia per email  |  Stampa  |   2 novembre 2016 8:03  |  Pubblicato in Rubriche, Spigolando, Scacciapensieri




E’ un po’ com’era anche altrove in Toscana, ma in certi locali storici di Firenze è rimasto così; un po’ per vezzo e un po’ per abitudine consolidata.

Poco posto a disposizione, piatti preparati in anticipo, forte rotazione ai tavoli. Ti siedi dove capita, accanto a chiunque, di fronte a chicchessia.

Si mangia la trippa buona, il baccalà come si deve (ma anche solo lesso, se si vuole), i ceci (vedi foto) o i fagioli, un primo classico, un po’ di carne alla maniera di casa, zuppa inglese “che parla” e così via.

Non si spende pochissimo, ma se si è prudenti con 15 euro ci si sazia bene. E se si è fortunati si può anche incrociare il professore del conservatorio (vedi foto) o qualche altro personaggio caratteristico dei dintorni.

Turisti? Pochi. Qui si mangia tutti i giorni senza disfarsi il fegato.

Siamo in via del Proconsolo, a dieci passi dal Corso, e la trattoria si chiama Le Mossacce. Consigliata sopratutto ai curiosi e ai buongustai senza sofisticazioni (nemmeno alimentari).

trattoria Le Mossacce

 Gianni Brunacci 
Gianni Brunaccinato nel 1959 ad Arezzo, è scrittore, giornalista e fotografo. Dal 2006 collabora con varie testate televisive e giornalistiche, sia cartacee che online. Attualmente scrive e fotografa per Arezzo Notizie, l'Altrapagina e Top Life Magazine.
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