Le sagre ad Arezzo, la pizza Margherita e gli spacciatori…

Se fosse un accordo politico sarebbe uno di quelli che faceva la vecchia Democrazia Cristiana. In effetti in parte lo è, ma qui l’interlocutore della politica (amministrativa) è il coordinamento delle sagre di Arezzo e dintorni. L’amministrazione aveva stilato un nuovo regolamento che tra le altre cose prevedeva che alle sagre non si servisse pizza, […]

Gianni Brunacci
Gianni Brunacci
Invia per email  |  Stampa  |   12 maggio 2016 9:47  |  Pubblicato in Rubriche, Spigolando, Scacciapensieri


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Se fosse un accordo politico sarebbe uno di quelli che faceva la vecchia Democrazia Cristiana. In effetti in parte lo è, ma qui l’interlocutore della politica (amministrativa) è il coordinamento delle sagre di Arezzo e dintorni. L’amministrazione aveva stilato un nuovo regolamento che tra le altre cose prevedeva che alle sagre non si servisse pizza, questo perché i pizzaioli ritengono che quella delle sagre sia una concorrenza scorretta e l’amministrazione di Arezzo è particolarmente sensibile alle richieste provenienti dalla Confcommercio locale. Al di là delle ragioni e dei torti, la querelle pareva risolta con la proposta, da parte dell’amministrazione, di far preparare le pizze delle sagre a dei pizzaioli professionisti (in pratica gli stessi che si lamentano della concorrenza), ma proprio questi ultimi hanno risposto picche, perché non hanno alcuna intenzione di lavorare sui due fronti (anche se da qualche parte accade).

E allora che si fa? L’accordo finale è il massimo del compromesso, tanto che è quasi comico. Le sagre potranno servire solo pizze margherita.

Già rido al pensiero di poliziotti municipali inviati a controllare che sulle margherite delle sagre non svolazzi qualche fetta di prosciutto e qualche carciofino errante. Guai a servire una pizza con acciughe e capperi!

Mi immagino già il fiorire degli spacciatori di condimenti. Tipi loschi ingaggiati dalle stesse sagre che si aggireranno tra i tavoli aprendo le giacche e mostrando il campionario interno fatto di olive nere e funghi sott’olio, di acciughine o prosciutto crudo e via di questo passo, il tutto accuratamente precotto, come se fosse stato sulla pizza fin dalla sua introduzione nel forno… veri spacciatori di condimenti.

Oppure vedremo grasse signore casalinghe guardarsi intorno con la margherita di legge sul tavolo e la borsa da aprire contenente i condimenti più vari per tutta la famiglia…

La difficoltà, per i poliziotti municipali, starà nel comprendere se il condimento in eccedenza sarà stato apposto sulle pizze in un secondo momento, oppure per mano del pizzaiolo dilettante della sagra di turno…

Non vorrei essere nei panni degli ispettori.

 Gianni Brunacci 
Gianni Brunaccinato nel 1959 ad Arezzo, è scrittore, giornalista e fotografo. Dal 2006 collabora con varie testate televisive e giornalistiche, sia cartacee che online. Attualmente scrive e fotografa per Arezzo Notizie, l'Altrapagina e Top Life Magazine.
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