L’attacco scomposto di Ghinelli alla Boschi non sembra trovare sponde

Se ne uscì giorni fa con un “mi faccia il piacere, non metta più piede in città” che non si addice di certo alla bocca di un sindaco; ha poi rincarato la dose in un’intervista e una conferenza stampa che è difficile non definire sconcertanti, con le quali ha annunciato la volontà di chiedere dei […]

Gianni Brunacci
Gianni Brunacci
Invia per email  |  Stampa  |   19 gennaio 2018 10:17  |  Pubblicato in Rubriche, Interventi d'autore, Punto G.




Se ne uscì giorni fa con un “mi faccia il piacere, non metta più piede in città” che non si addice di certo alla bocca di un sindaco; ha poi rincarato la dose in un’intervista e una conferenza stampa che è difficile non definire sconcertanti, con le quali ha annunciato la volontà di chiedere dei danni ai Boschi per conto degli aretini di città.

Come è naturale che sia, Ghinelli in questa crociata non trova sponde credibili, non raccoglie armigeri tra i pensanti aretini. Siccome il Sindaco di Arezzo è persona intelligente, sa di certo che quanto ha detto è fuori luogo, sia nel primo che nel secondo caso.

E allora perché lo ha detto?

La spiegazione non può che essere una: Ghinelli pensa così di calvalcare un’onda mediatica che nell’ultimo anno ha travolto Maria Elena Boschi piegandola, ma non spezzandola. Lo fa pensando di raccogliere consensi a fini elettoralistici.

Riavvolgendo il nastro degli ultimi anni, l’unica colpa oggettiva che pare attribuibile con certezza alla Boschi sembra quella di avere annunciato il ritiro dalla politica in caso di sconfitta al referendum del dicembre 2016 e di non aver mantenuto la parola, rendendosi quasi subito disponibile a divenire sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.

Si tratta evidentemente di una responsabilità politica, non certo punibile in sede penale o civile.

E quando Ghinelli cita fonti di stampa per ipotizzare l’eventualità di una condotta della Boschi riprovevole e dannosa per l’immagine di Arezzo, non si capisce bene a cosa si riferisca. Le riunioni o gli incontri ai quali la sottosegretaria avrebbe partecipato quando era Ministro, paiono al massimo attaccabili perché potrebbero rappresentare comportamenti forse (forse) poco opportuni…

Insomma, quelli di Ghinelli paiono due scivoloni pesanti, per i quali la definizione di “Ghinellate” (divenuta un must nei social) appare perfino bonaria.

Tra poco l’ufficio legale del Comune dirà a Ghinelli che non è il caso di intentare alcuna causa per danni e tutto passerà sotto silenzio. Intanto il sindaco si è fatto sentire toccando le pance di alcuni.

Tristezza.

 

 

 

 Gianni Brunacci 
Gianni Brunaccinato nel 1959 ad Arezzo, è scrittore, giornalista e fotografo. Dal 2006 collabora con varie testate televisive e giornalistiche, sia cartacee che online. Attualmente scrive e fotografa per Arezzo Notizie, l'Altrapagina e Top Life Magazine.
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