L’Arezzo torna ai vecchi difetti e perde malamente a Olbia

Pareva che le puttanate difensive capaci di rovinare una partita fossero alle spalle. Invece a Olbia l’Arezzo c’è ricaduta. In un pomeriggio in cui gli amaranto avrebbero voluto recuperare i due punti persi in casa contro la Viterbese (ricordate la sciagurata reazione di Moscardelli costata l’espulsione nel primo temnpo?), ci hanno pensato prima Benassi (ingiustificabile […]

Gianni Brunacci
Gianni Brunacci
Invia per email  |  Stampa  |   18 dicembre 2016 17:01  |  Pubblicato in Rubriche, Interventi d'autore, Punto G.


Mauro Ferretti

Pareva che le puttanate difensive capaci di rovinare una partita fossero alle spalle. Invece a Olbia l’Arezzo c’è ricaduta. In un pomeriggio in cui gli amaranto avrebbero voluto recuperare i due punti persi in casa contro la Viterbese (ricordate la sciagurata reazione di Moscardelli costata l’espulsione nel primo temnpo?), ci hanno pensato prima Benassi (ingiustificabile il rigore concesso agli avversari senza motivo alcuno) e poi Milesi (che ha consegnato all’avversario una palla da gol disimpegnando all’indietro con leggerezza) a far diventare facile l’incontro per gli isolani. Si è trattato di errori puri, non indotti dall’avversario, ma figli dell’approssimazione.

L’Arezzo era partito bene, sfiorando anche il gol con un tiro appena alto di Polidori, ma i due errori hanno stroncato gambe e certezze agli amaranto che non hanno saputo reagire di fronte a un avversario apparso più grintoso e anche tecnicamente (!) migliore nei singoli.

La sensazione è che alcuni calciatori amaranto non siano all’altezza del progetto. Dispiace prendere atto, ma è così. La squadra di Sottili è disposta in campo come chi vuole imporre il proprio gioco e conta sulle capacità dei singoli per rimediare agli inevitabili spazi concessi agli avversari, ma spesso l’obiettivo viene fallito per l’inaffidabilità dei singoli.

Dall’inizio del torneo i vari Benassi, Milesi, Sirri, Muscat e Sabatino si sono alternati all’errore grave capace di spezzare le gambe a una squadra che evidentemente non è molto sicura dei propri mezzi.

La stagione di Benassi, in particolare, è stata fino a oggi disastrosa. Il rigore concesso all’Olbia non è che la mandorla amara sulla torta di un girone di andata in cui il trentacinquenne portiere amaranto è costato molti più punti alla propria squadra di quanto non sia accaduto a suoi colleghi del ’96.

Dobbiamo amaramente prendere atto che il rendimento alterno dell’Arezzo (sopratutto in trasferta) non autorizza alcun volo, alcuna ambizione oltre i Play Off. E’ inutile guardare in avanti quando non sei capace di giocare tre partite in fila come si deve.

Certo, le assenze di Moscardelli e Yamga, in particolare, oggi si sono viste, ma il primo era fuori per un altro errore da pivello che non è.

Peccato, con un piccolo sforzo in più in campagna acquisti si poteva fare molto di meglio, ma così com’è la squadra ha dei limiti che oggi, a metà campionato, possiamo definire insormontabili. Dovrà eventualmente essere il campo a smentirci.

Le pagelle più significative:

– Benassi 4 combina quello che ormai è “il solito” disastro. Occorre un altro portiere.

– Milesi 4 compie il gravissimo errore del 2-0 per l’Olbia, ma lo ripete al 74° quando l’Arezzo non prende il terzo gol per un soffio. Anche lui non è nuovo a distrazioni clamorose.

– Bearzotti 5- Non cagiona segnature dell’avversario, ma non fa niente per propiziare quelle dell’Arezzo. Grosso passo indietro rispetto alle due gare precedenti.

– Polidori 5 Punta spuntata. ha due chiare occasioni, ma non le sfrutta.

– Sottili 5 mette in campo una squadra poco convinta dei propri mezzi e meno grintosa dell’avversaria (non è la prima volta). Nemmeno nell’intervallo riesce a rivitalizzare i suoi (qui non dispone di Yamga e Arcidiacono come a Lucca…). Sugli errori dei singoli nulla può.

Ferretti 6-  Sarebbe bastato mezzo milione in più in estate per competere con l’Alessandria. Se davvero vuol programmare l’ascesa in B per il prossimo campionato, sarà il caso che rinnovi ora i contratti che servono (a cominciare da quello dell’allenatore) e rinunci a certi vecchietti non indispensabili sostituendoli a gennaio con giovani di qualità…

 Gianni Brunacci 
Gianni Brunaccinato nel 1959 ad Arezzo, è scrittore, giornalista e fotografo. Dal 2006 collabora con varie testate televisive e giornalistiche, sia cartacee che online. Attualmente scrive e fotografa per Arezzo Notizie, l'Altrapagina e Top Life Magazine.
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