L’Arezzo senza certezze perde, ma è comunque apprezzato dai suoi tifosi

Alla fine della partita (come per tutta la gara) contro l’Alessandria i tifosi della curva Minghelli hanno cantato i loro cori ai delusi ragazzi di Pavanel che avevano appena perso (0-2) la terza partita delle ultime 4 disputate. L’hanno fatto perché hanno visto gli amaranto dare tutto nonostante tutto. Attualmente l’Arezzo ha una squadra indebolita […]

Gianni Brunacci
Gianni Brunacci
Invia per email  |  Stampa  |   12 febbraio 2018 2:30  |  Pubblicato in Rubriche, Interventi d'autore, Punto G.




Alla fine della partita (come per tutta la gara) contro l’Alessandria i tifosi della curva Minghelli hanno cantato i loro cori ai delusi ragazzi di Pavanel che avevano appena perso (0-2) la terza partita delle ultime 4 disputate. L’hanno fatto perché hanno visto gli amaranto dare tutto nonostante tutto.

Attualmente l’Arezzo ha una squadra indebolita dalla sconsiderata campagna acquisti (davvero da Tafazzi) di gennaio e dalla sfortuna (leggi indisponibilità di Lulli e Della Giovanna), in più non dispone di un direttore generale e nemmeno di un direttore tecnico. Ha un presidente che sembra un pesce fuor d’acqua e che si lamenta continuamente di essere solo a guidare un sodalizio dove il passivo pregresso è pesante e le spese per arrivare in fondo al campionato tante.

La squadra si sente sola e non basta che ogni tanto il presidente si presenti nello spogliatoio a tranquillizzare tutti. Anche i fornitori che devono riscuotere i loro crediti pregressi non sono ottimisti.

Matteoni non si è presentato allo stadio (si dice per malattia) e in tribuna, ma anche in curva, se ne sono sentite di tutti i colori… Ad ascoltare le voci c’era da sperare che tutto finisse rapidamente, in un modo o nell’altro. La più “divertente” è stata quella che un certo arabo di Talla fosse già il nuovo proprietario dell’Arezzo.

Questo limbo in cui vive tutto l’ambiente è insopportabile e il gruppo ne risente psicologicamente. Questi sono i momenti in cui i gol diventano pali (due pieni contro l’Alessandria) e per gli avversari succede il contrario.

Indubbiamente basterebbe poco per tranquillizzare tutti; basterebbe pagare gli stipendi mensilmente, come sarebbe regolare; nominare un nuovo direttore generale e un direttore tecnico, un consiglio di amministrazione.

Sono tutte azioni che chi ha acquistato l’Arezzo dovrebbe poter fare, altrimenti non si capisce perché abbia investito nella società.

Agli aretini, poi, non basta sentirsi dire che in fondo alla stagione in un modo o nell’altro ci arriviamo; occorre vedere fatti e capire cosa accadrà nel futuro.

Gestire una società in serie C costa caro e rende poco, ma questo chiunque decida di acquisirne una lo sa.

 Gianni Brunacci 
Gianni Brunaccinato nel 1959 ad Arezzo, è scrittore, giornalista e fotografo. Dal 2006 collabora con varie testate televisive e giornalistiche, sia cartacee che online. Attualmente scrive e fotografa per Arezzo Notizie, l'Altrapagina e Top Life Magazine.
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