La “nuova scuola” nazista? No grazie

Ieri il quotidiano La Repubblica ha dedicato un articolo al fatto che alcune scuole, nei rispettivi rapporti di autovalutazione, hanno attribuito valore all’assenza di disabili e disagiati nei loro istituti. I fatti descritti non si sono verificati in un solo istituto pubblico, ma in alcuni licei classici a Roma, Milano e Genova… Se un fatto […]

Gianni Brunacci
Gianni Brunacci
Invia per email  |  Stampa  |   9 febbraio 2018 9:43  |  Pubblicato in Rubriche, Spigolando, Accade oggi




Ieri il quotidiano La Repubblica ha dedicato un articolo al fatto che alcune scuole, nei rispettivi rapporti di autovalutazione, hanno attribuito valore all’assenza di disabili e disagiati nei loro istituti.

I fatti descritti non si sono verificati in un solo istituto pubblico, ma in alcuni licei classici a Roma, Milano e Genova…

Se un fatto del genere accade laddove c’è (o ci dovrebbe essere) la creme de la creme della scuola italiana, questo significa che non ci limitiamo più all’episodio, ma alla preoccupante mancanza di memoria, quella con la M maiuscola, e di conoscenza della nostra Costituzione.

Certe esternazioni, per di più espresse in documenti ufficiali, sono davvero inaccettabili; addirittura piange il cuore a leggerle.

Siamo al punto in cui occorre una sollevazione pacifica e democratica quanto ferma. Cominci magari il liceo classico di Arezzo a prendere le distanze da certe frasi che molto hanno a che vedere con le teorie naziste e che non sono figlie di ignoranze riconosciute come tali.

 Gianni Brunacci 
Gianni Brunaccinato nel 1959 ad Arezzo, è scrittore, giornalista e fotografo. Dal 2006 collabora con varie testate televisive e giornalistiche, sia cartacee che online. Attualmente scrive e fotografa per Arezzo Notizie, l'Altrapagina e Top Life Magazine.
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