Incarichi e responsabilità

Un amministratore, sia esso un sindaco, il legale rappresentante di una grande società privata o un semplice consigliere d’amministrazione, deve sapere che assumendo quel ruolo, accettandolo, accetta anche le responsabilità che ne derivano. Questo vale oggi per i consiglieri di Banca Etruria, qualsiasi sia stata di fatto la loro partecipazione ad atti poco chiari. Se […]

Gianni Brunacci
Gianni Brunacci
Invia per email  |  Stampa  |   21 dicembre 2016 8:35  |  Pubblicato in Rubriche, Interventi d'autore, Punto G.


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Un amministratore, sia esso un sindaco, il legale rappresentante di una grande società privata o un semplice consigliere d’amministrazione, deve sapere che assumendo quel ruolo, accettandolo, accetta anche le responsabilità che ne derivano.

Questo vale oggi per i consiglieri di Banca Etruria, qualsiasi sia stata di fatto la loro partecipazione ad atti poco chiari.

Se qualcuno ha avallato, con la propria firma, un prestito multi milionario a chi non avrebbe dovuto riceverlo, oppure ha condiviso (sempre formalmente) la delibera riguardante la liquidazione dell’ex direttore generale, oggi ritenuta dagli inquirenti esagerata, non può tirarsi fuori sostenendo di non essere stato d’accordo o di essersene andato dal consiglio poco tempo dopo.

Non è che entrando a far parte del consiglio di amministrazione (o del collegio dei revisori dei conti) della vecchia Banca Etruria si andasse a iscriversi a un club di privilegiati dotati di impunità.

Gli atti restano, anche se le responsabilità non sono certo pari tra chi si limita ad approvare (o addirittura si astiene) e chi propone le pratiche.

 

 Gianni Brunacci 
Gianni Brunaccinato nel 1959 ad Arezzo, è scrittore, giornalista e fotografo. Dal 2006 collabora con varie testate televisive e giornalistiche, sia cartacee che online. Attualmente scrive e fotografa per Arezzo Notizie, l'Altrapagina e Top Life Magazine.
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