Gli errori di Renzi

Non sono stati pochi, gli errori di Renzi, sopratutto considerato il fatto che la sua gioventù e la sua posizione politica lo facevano partire con un certo vantaggio rispetto agli altri politici italiani. Il primo non è un errore, quanto una caratteristica negativa. Renzi non è un imprenditore di successo, anche perché non ha mai […]

Gianni Brunacci
Gianni Brunacci
Invia per email  |  Stampa  |   7 dicembre 2016 7:39  |  Pubblicato in Rubriche, Interventi d'autore, Punto G.




Non sono stati pochi, gli errori di Renzi, sopratutto considerato il fatto che la sua gioventù e la sua posizione politica lo facevano partire con un certo vantaggio rispetto agli altri politici italiani.

Il primo non è un errore, quanto una caratteristica negativa. Renzi non è un imprenditore di successo, anche perché non ha mai lavorato seriamente al di fuori della politica. In un periodo che segue quello di Berlusconi questo si è rivelato forse l’handicap maggiore.

Il secondo è stato quello di subentrare a Enrico Letta di forza e senza preavviso.

Il terzo è stato quello di voler spostare l’asse del PD più a destra (con accenni di sinistra a mo’ di elemosina) quando secondo una parte consistente dalla base elettorale di quel partito la creartura di Veltroni era già troppo destrorsa.

Il terzo è stato quello di flirtare politicamente con Verdini, cosa che ha portato qualche parlamentare in più a votare le fiducie, ma non è stata mai digerita dalla base, nemmeno quella della ex Margherita.

Il quarto è un errore che molti politici compiono ed è quello di dipingere un quadro della situzione inesistente. Non è che se si dice che tutto va bene, o giù di lì, i cittadini ci crederanno anche quando non è vero. E’ difficile convincere parecchi milioni di italiani, giovani e vecchi, che le tasche sono piene quando sono vuote…

Il quinto è stato quello di proporre una riforma costituzionale puntando sulla semplificazione e il risparmio della spesa pubblica quando era chiaro a tutti che la semplificazione non ci sarebbe stata (più complicati i meccanismi tra Camera e Senato, doppio incarico ai nuovi senatori, già consiglieri comunali o sindaci…) e il risparmio sarebbe stato poco significativo.

Il sesto e più grande è stato quello di caricare la riforma di significati che andavano oltre quel che era; questo per avere, passando da una strada diversa da quella maestra delle elezioni politiche, quella legittimazione personale che gli mancava.

Ora, c’è da esserne certi, Renzi ci riproverà con le elezioni (“prima possibile”) politiche.

Staremo a vedere se il PD si spaccherà e se si andrà a votare con una legge nuova che preveda il premio di maggioranza…

 

 Gianni Brunacci 
Gianni Brunaccinato nel 1959 ad Arezzo, è scrittore, giornalista e fotografo. Dal 2006 collabora con varie testate televisive e giornalistiche, sia cartacee che online. Attualmente scrive e fotografa per Arezzo Notizie, l'Altrapagina e Top Life Magazine.
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