I furbetti del cartellino

Stavolta è accaduto a Massa, ma casi ne esistono in tutta la penisola. Quelli che timbrano il cartellino per andare poi a fare spese o a giocare a tennis compaiono a intervalli quasi regolari sugli organi di informazione e nei tribunali. E’ mai possibile che questi signori insistano nel comportarsi da ladri nonostante che si […]

Gianni Brunacci
Gianni Brunacci
Invia per email  |  Stampa  |   7 settembre 2018 1:52  |  Pubblicato in Rubriche, Interventi d'autore, Punto G.




Stavolta è accaduto a Massa, ma casi ne esistono in tutta la penisola. Quelli che timbrano il cartellino per andare poi a fare spese o a giocare a tennis compaiono a intervalli quasi regolari sugli organi di informazione e nei tribunali.

E’ mai possibile che questi signori insistano nel comportarsi da ladri nonostante che si stiano registrando sempre più casi che vengono scoperti?

Sì, evidentemente è possibile perché c’è la convinzione di essere impunibili. Addirittura c’è chi continua a farlo nonostante sappia che c’è un’indagine in corso.

Purtroppo chi è catalogabile tra i furbetti del cartellino non ha scrupoli di alcun tipo, nemmeno a mettere in cattiva luce i colleghi che lavorano seriamente. Altro che furbetti, qui siamo in presenza di ladri truffatori in piena regola.

Persone spregevolì, certo, ma il sospetto che ce ne siano molti di più di quanti non se ne scoprano è forte. Che gli onesti dotati di senso civico dalle nostre parti siano pochi?

 Gianni Brunacci 
Gianni Brunaccinato nel 1959 ad Arezzo, è scrittore, giornalista e fotografo. Dal 2006 collabora con varie testate televisive e giornalistiche, sia cartacee che online. Attualmente scrive e fotografa per Arezzo Notizie, l'Altrapagina e Top Life Magazine.
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