Etruria – quegli incapaci che non comunicavano la crisi della Banca ai clienti…

E’ triste leggere certe motivazioni per le multe comminate alla dirigenza dell’ex Banca Etruria dalla Consob. E’ stato ancora più triste leggere quanto scrivevano nei loro verbali gli ispettori della Banca d’Italia già nel 2013. Entrambe le entità “giudicanti” non hanno però agito come avrebbero dovuto di fronte a un disastro annunciato, e questa è […]

Gianni Brunacci
Gianni Brunacci
Invia per email  |  Stampa  |   9 agosto 2017 8:39  |  Pubblicato in Rubriche, Spigolando, Accade oggi




E’ triste leggere certe motivazioni per le multe comminate alla dirigenza dell’ex Banca Etruria dalla Consob. E’ stato ancora più triste leggere quanto scrivevano nei loro verbali gli ispettori della Banca d’Italia già nel 2013. Entrambe le entità “giudicanti” non hanno però agito come avrebbero dovuto di fronte a un disastro annunciato, e questa è la cosa più triste di tutte.

Che poi oggi Consob venga a dirci che gli amministratori di Banca Etruria non comunicarono all’esterno la gravissima situazione dell’istituto di via Calamandrei farebbe sorridere, se non facesse piangere. Sa bene, Consob, che nessuna azienda privata in crisi comunicherà mai il vero stato dei conti e che farlo significherebbe la fine di ogni speranza di sopravvivenza.

Sono proprio banca d’Italia e Consob coloro che avrebbero dovuto comunicare qual era la situazione e farlo nel momento giusto (non a posteriori). Sono loro che dovrebbero essere multate a suon di milioni. Altro che comminarle, le multe (peraltro inevitabili e probabilmente giuste). E’ con le multe alla Consob e Banca d’Italia che bisognerebbe risarcire chi ha perso i propri risparmi.

 Gianni Brunacci 
Gianni Brunaccinato nel 1959 ad Arezzo, è scrittore, giornalista e fotografo. Dal 2006 collabora con varie testate televisive e giornalistiche, sia cartacee che online. Attualmente scrive e fotografa per Arezzo Notizie, l'Altrapagina e Top Life Magazine.
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