E’ una guerra che ci coinvolge

Le stragi di Parigi sono atti di guerra che segnano una svolta; e il conflitto fatalmente ci coinvolgerà. Inutile nascondersi che Roma, con l’imminente giubileo, sia fortemente indiziata di essere il prossimo obiettivo di risonanza mondiale. Non c’è alcuna giustificazione né pietà per chi uccide così folle di civili, eppure è necessario pensare che i […]

Gianni Brunacci
Gianni Brunacci
Invia per email  |  Stampa  |   14 novembre 2015 7:33  |  Pubblicato in Rubriche, Interventi d'autore, Come la vedo io


guerra

Le stragi di Parigi sono atti di guerra che segnano una svolta; e il conflitto fatalmente ci coinvolgerà. Inutile nascondersi che Roma, con l’imminente giubileo, sia fortemente indiziata di essere il prossimo obiettivo di risonanza mondiale.

Non c’è alcuna giustificazione né pietà per chi uccide così folle di civili, eppure è necessario pensare che i nostri interventi in Iraq, Afganistan, Libia e ora in Siria, hanno contribuito fortemente all’odio verso “l’occidente imperialista” e alla radicalizzazione delle posizioni e dello scontro.

Quello che è in atto è un attacco al nostro modo di vedere il mondo, ai nostri valori, come ha dichiarato il presidente americano Obama in queste ore.

Dobbiamo affrontare il conflitto contro un’avversario imprendibile (che sarebbe un grave errore identificare con la popolazione islamica) e che non si muove sulla base dei nostri parametri, del nostro modo di pensare. Le conseguenze di questa guerra sono oggettivamente imprevedibili, ma la strada sembra purtroppo segnata e non servirà a niente chiudere le frontiere, come nella notte ha annunciato di voler fare Hollande.

Maledetto sia il petrolio, e il fanatismo religioso.

 

 Gianni Brunacci 
Gianni Brunaccinato nel 1959 ad Arezzo, è scrittore, giornalista e fotografo. Dal 2006 collabora con varie testate televisive e giornalistiche, sia cartacee che online. Attualmente scrive e fotografa per Arezzo Notizie, l'Altrapagina e Top Life Magazine.
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