De Bortoli – Boschi, qual è il peso reale della querelle?

Il giornalista autorevole scrive “la Boschi telefonò a Ghizzoni per caldeggiare l’acquisto di Banca Etruria da parte di Unicredit” e viene giù il mondo. E’ certo vero che Ghizzoni negli ultimi giorni ha fatto chiaramente capire (pur senza dirlo) che la telefonata ci fu. Ce lo ha comunicato dicendo che non si poteva caricargli sulle […]

Gianni Brunacci
Gianni Brunacci
Invia per email  |  Stampa  |   16 maggio 2017 8:48  |  Pubblicato in Rubriche, Interventi d'autore, Punto G.




Il giornalista autorevole scrive “la Boschi telefonò a Ghizzoni per caldeggiare l’acquisto di Banca Etruria da parte di Unicredit” e viene giù il mondo.

E’ certo vero che Ghizzoni negli ultimi giorni ha fatto chiaramente capire (pur senza dirlo) che la telefonata ci fu. Ce lo ha comunicato dicendo che non si poteva caricargli sulle spalle la sopravvivenza o meno di un governo e aggiungendo che avrebbe volentieri parlato di fronte a una commissione parlamentare che lo avesse convocato.

E’ fin troppo facile notare che se la telefonata non ci fosse stata Ghizzoni avrebbe potuto tranquillamente negarne l’esistenza. Invece si è venuti a sapere che Unicredit un fascicolo sulla possibile acquisizione di Banca Etruria l’ha aperto veramente, salvo chiuderlo velocemente una volta verificata la situazione della Banca aretina.

La sottosegretaria ha annunciato querela verso il giornalista (Ferruccio De Bortoli, già direttore di Corriere della Sera e del Sole 24 ore). A oggi non si ha ancora notizia dell’avvenuta presentazione della denuncia, ma è normale che sia così.

Maria Elena Boschi all’epoca dei fatti era ministro delle riforme, ruolo che oggettivamente le dava poco titolo per una telefonata del genere a Ghizzoni (Unicredit). C’è poi il fatto incontestabile che il padre di Maria Elena era vicepresidente di una Banca Etruria morente.

Il conflitto di interessi sarebbe quindi palese se la telefonata fosse (come sembra) vera. Non solo, in queste ore si ricorda con insistenza che la sottosegretaria si presentò alla Camera con piglio deciso a difendere il padre, ma anche se stessa, dichiarando di non essersi mai occupata delle vicende di Banca Etruria.

Altro problema quindi; Boschi ha mentito? E’ probabile.

Complessivamente ce n’è abbastanza per considerare Maria Elena una possibile lingua biforcuta. Il fatto è che lei è la persona di cui Renzi si fida di più in politica. E’ colei che ha piazzato, anche contro il parere di qualcuno, al fianco di Gentiloni per sorvegliarlo e forse anche guidarlo laddove il segretario del PD desidera.

Insomma, Maria Elena è un alter ego di Matteo Renzi, una che se salta fa saltare anche il suo mentore. Ecco perché non si dimette e accetta di buon grado di fare il sottosegretario anche quando non parrebbe opportuno.

Ed ecco perché Grillo la aggredisce come una tigre fa con la preda.

Berlusconi invece, che quanto a bugie è forse il massimo professionista in Italia (e forse anche internazionalmente può dire la sua), ha chiaramente fatto capire che ha già un accordo con Renzi per un futuro governo da alleato. Lo ha chiarito definitivamente quando ha difeso la Boschi mettendo il silenziatore persino a Brunetta.

Tutte queste manovre, a cominciare da quella del giornalista che ce l’ha con Renzi da tempo per finire con quella di Berlusconi, appaiono come questioni di piccolo cabotaggio ricomprese nel quadro penoso che rappresenta la politica di questi tempi disgraziati.

 Gianni Brunacci 
Gianni Brunaccinato nel 1959 ad Arezzo, è scrittore, giornalista e fotografo. Dal 2006 collabora con varie testate televisive e giornalistiche, sia cartacee che online. Attualmente scrive e fotografa per Arezzo Notizie, l'Altrapagina e Top Life Magazine.
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