Barbagallo e Zonin ci facciano il piacere…

Il capo degli ispettori della Banca d’Italia ha asserito, di fronte alla commissione di inchiesta parlamentare sulle banche, che gli amministratori di Banca Etruria a suo tempo difendevano marchio e autonomia come se ballassero sul Titanic. Dal momento che di fronte alla commissione non si dovrebbero dire battute di spirito, quello che ha asserito Barbagallo […]

Gianni Brunacci
Gianni Brunacci
Invia per email  |  Stampa  |   13 dicembre 2017 19:49  |  Pubblicato in Rubriche, Interventi d'autore, Punto G.




Il capo degli ispettori della Banca d’Italia ha asserito, di fronte alla commissione di inchiesta parlamentare sulle banche, che gli amministratori di Banca Etruria a suo tempo difendevano marchio e autonomia come se ballassero sul Titanic. Dal momento che di fronte alla commissione non si dovrebbero dire battute di spirito, quello che ha asserito Barbagallo è qualcosa di forte e insieme sbagliato. Non vogliamo credere, infatti, che gli amministratori della banca aretina fossero non solo sprovveduti (vedi verbali), ma anche ignari. I ballerini del Titanic erano ignari e incolpevoli, ma nel nostro caso non siamo di fronte né a degli ignoranti, né (conseguentemente) a degli innocenti.

Le operazioni poste in essere nel periodo immediatamente precedente e successivo all’avvicendamento tra la Banca di Faralli a quella di Fornasari non sono certo state il frutto dell’ignoranza, ma semmai dell’incoscienza. Quanto poi fatto per rimediare alla situazione disastrosa (la storia dei derivati e degli inutili aumenti di capitale) pare frutto di disperazione, più che di incompetenza e/o ignoranza.

Non è poi vero che l’Etruria non ha cercato dei partners di elevato standing, come richiesto a più riprese dalla Banca d’Italia (si vedano in proposito gli incarichi conferiti ad importanti operatori del settore).

Complessivamente Barbagallo appare uomo di parte e per questo poco attendibile. Con lui Zonin, che pateticamente asserisce di non essere stato indotto dalla Banca d’Italia alla presentazione di una offerta per l’acquisizione di Banca Etruria. Sarebbe forse un altro incosciente ignorante?

 Gianni Brunacci 
Gianni Brunaccinato nel 1959 ad Arezzo, è scrittore, giornalista e fotografo. Dal 2006 collabora con varie testate televisive e giornalistiche, sia cartacee che online. Attualmente scrive e fotografa per Arezzo Notizie, l'Altrapagina e Top Life Magazine.
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