Banche – Ci hanno raccontato fandonie per anni e anni…

Nove anni fa, e in quelli successivi, quando Stati Uniti ed Inghilterra prima, Germania poi, intervenivano con possenti aiuti di Stato per salvare loro banche, i governi italiani ci hanno raccontato che il nostro sistema bancario era virtuoso e non si basava sulla vendita di spazzatura, come avveniva per quelli esteri. Oggi, dopo i tracolli […]

Gianni Brunacci
Gianni Brunacci
Invia per email  |  Stampa  |   13 luglio 2017 21:06  |  Pubblicato in Rubriche, Interventi d'autore, Punto G.




Nove anni fa, e in quelli successivi, quando Stati Uniti ed Inghilterra prima, Germania poi, intervenivano con possenti aiuti di Stato per salvare loro banche, i governi italiani ci hanno raccontato che il nostro sistema bancario era virtuoso e non si basava sulla vendita di spazzatura, come avveniva per quelli esteri. Oggi, dopo i tracolli di parecchie banche e la previsione dei prossimi (CARIGE e Popolare di Bari sono sul ciglio del precipizio) si costituisce una commissione composta da una quarantina di parlamentari per “processare” il sistema bancario italiano. Ma per chi ci hanno preso, per dei deficienti?

La Banca d’Italia e la Consob non potevano non sapere, e la dimostrazione sta se non altro nelle carte degli ispettori che hanno frequentato Banca Etruria negli anni. La verità è che non si è provveduto, non si è fatto niente fino all’ultimo momento, anzi, si è fatta addirittura azione di persuasione nei confronti della Banca Popolare di Vicenza perché acquisisse Banca Etruria facendo finta di non sapere che proprio la Popolare di Vicenza stava peggio della nostra ex Banca.

Speriamo che la commissione parlamentare alla fine giudichi inetti i governi e gli organi di controllo, oltre agli ex gestori dei singoli istituti.

L’impressione è che si spenderanno un sacco di soldi pubblici per poi dire che quattro gatti spelacchiati sono stati degli sprovveduti e un ministro si è interessato alle sorti della banca in cui suo padre era vice presidente insignificante (nel senso che non contava quasi nulla).

Occorre smetterla con queste pratiche politiche da fumo negli occhi e cominciare a dire la verità a un popolo disastrato. Sarà eventualmente il primo passo nella direzione del recupero di credibilità da parte di una classe politica impresentabile.

 Gianni Brunacci 
Gianni Brunaccinato nel 1959 ad Arezzo, è scrittore, giornalista e fotografo. Dal 2006 collabora con varie testate televisive e giornalistiche, sia cartacee che online. Attualmente scrive e fotografa per Arezzo Notizie, l'Altrapagina e Top Life Magazine.
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