Anziani da accudire, non è sempre possibile

Immaginiamo un nucleo familiare in cui una madre è affetta da alzheimer e percepisce la pensione minima, mentre l’unico figlio ha un lavoro subordinato e riscuote circa 1100 euro al mese. Quest’ultimo non sarà in grado di sostenere le spese per un o una badante che si occupi della madre malata e nessun welfare lo […]

Gianni Brunacci
Gianni Brunacci
Invia per email  |  Stampa  |   11 ottobre 2017 8:32  |  Pubblicato in Rubriche, Interventi d'autore, Punto G.




Immaginiamo un nucleo familiare in cui una madre è affetta da alzheimer e percepisce la pensione minima, mentre l’unico figlio ha un lavoro subordinato e riscuote circa 1100 euro al mese. Quest’ultimo non sarà in grado di sostenere le spese per un o una badante che si occupi della madre malata e nessun welfare lo potrà aiutare. Infatti il nucleo familiare ha un reddito ben superiore al massimo previsto per avere un supporto economico che sostanzialmente raddoppi la pensione minima dell’anziana.

Come si risolve una situazione del genere? Come si risolve quella di molti altri nuclei familiari con caratteristiche simili o anche peggiori (Il figlio può avere moglie e prole a carico, oppure un lavoro precario ecc…)?  Come può, per esempio, un figlio solo continuare a lavorare e contemporaneamente assistere la madre 24 ore su 24? E in questi casi avere una casa di proprietà non aiuta, sempre in riferimento al suddetto reddito.

Un o una badante costa in media 900 euro al mese oltre ai contributi previdenziali (laddove sia regolarmente assunto/a) da versare ogni tre mesi per oltre 500 euro. Poi ci sono vitto e alloggio, naturalmente.

Si tratta di una situazione più comune di quanto si creda, anche in altre forme. Di fatto lo Stato non è in grado di sostenere le famiglie che si trovano in queste condizioni, ma il numero degli anziani affetti dalle varie forme di demenza senile è in costante aumento e il lavoro stabile spesso cede il passo a quello precario, quando non alla disoccupazione.

Chi è ricco può permettersi una buona casa di riposo o una badante a tempo pieno, ma chi non lo è si trova davvero di fronte a situazioni ingestibili…

C’è bisogno di una soluzione per un problema che non scomparirà da solo, ma invece sarà sempre più presente.

 

 Gianni Brunacci 
Gianni Brunaccinato nel 1959 ad Arezzo, è scrittore, giornalista e fotografo. Dal 2006 collabora con varie testate televisive e giornalistiche, sia cartacee che online. Attualmente scrive e fotografa per Arezzo Notizie, l'Altrapagina e Top Life Magazine.
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