110 euro a testa per il salvataggio del Monte dei Paschi

L’ingresso dello Stato in MPS costerà agli italiani circa 110 euro a testa. A tutti, sia coloro che hanno avuto a che fare con la banca senese, sia chi non l’ha nemmeno sfiorata in vita sua, compresi i neonati. Chi poi avesse avuto brutte esperienze con MPS, o addirittura la disprezzasse, se ne faccia una […]

Gianni Brunacci
Gianni Brunacci
Invia per email  |  Stampa  |   5 gennaio 2017 2:16  |  Pubblicato in Rubriche, Interventi d'autore, Punto G.




L’ingresso dello Stato in MPS costerà agli italiani circa 110 euro a testa. A tutti, sia coloro che hanno avuto a che fare con la banca senese, sia chi non l’ha nemmeno sfiorata in vita sua, compresi i neonati. Chi poi avesse avuto brutte esperienze con MPS, o addirittura la disprezzasse, se ne faccia una ragione, parteciperà anche lui (o lei) al salvataggio di Stato.

Il portafogli della mia famiglia verserà circa 330 euro (visti i tre componenti), ma i nuclei familiari più numerosi porteranno a Siena anche 660 euro (che li abbiano o meno).

Tutto questo è inevitabile perché l’Italia non si può permettere il default di MPS, che cagionerebbe una protesta di livello nazionale e la massima sfiducia dei cittadini nel sistema bancario. Se poi si continuerà a tenere segreto l’elenco dei beneficiati dagli sprechi MPS si potrà verificare qualcosa di vicino a una sommossa popolare della quale non è facile comprendere i limiti.

Siamo tutti d’accordo a salvare MPS, sopratutto perché il suo crac eventuale coinvolgerebbe una miriade di correntisti – risparmiatori e investitori.

Ma perché con Banca Etruria (e le sue cugine fallite) non si è fatto lo stesso? Questa è la domanda che si pongono gli aretini negli ultimi tempi; una domanda che per il momento non ha trovato risposte vere. E intanto i rimborsi continuano a slittare (ultima data giugno prossimo) e riguarderanno un terzo circa dei turlupinati.

Qualcosa non funziona e bisogna rimediare alle iniquità. Lo ha detto il sindaco di Arezzo, lo hanno detto i parlamentari aretini e anche il vescovo Fontana. Nel mio piccolo spazio mi aggiungo umilmente a loro con una dose di credibilità forse maggiore. Infatti non devo chiedere voti a nessuno e non davo curare alcun gregge.

 

 Gianni Brunacci 
Gianni Brunaccinato nel 1959 ad Arezzo, è scrittore, giornalista e fotografo. Dal 2006 collabora con varie testate televisive e giornalistiche, sia cartacee che online. Attualmente scrive e fotografa per Arezzo Notizie, l'Altrapagina e Top Life Magazine.
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