Viligiardi torna alla vita di prima. Rientro in fabbrica dopo vent'anni da sindaco e nel sindacato

L'ex segretario della Cgil Valdarno ed ex primo cittadino di San Giovanni, oggi è tornato a lavorare alla Polynt. E ha commentato l'elezione di Valentina Vadi: "Spero ci sia continuità, noi abbiamo lavorato bene anche se in campagna elettorale non ho sentito un complimento alle mie giunte. La nuova amministrazione la misureremo sui fatti"

Maurizio Viligiardi

Sindaco dopo il sindacato, vent'anni dedicati alla cosa pubblica e proprio oggi il ritorno alla Polynt, l'azienda dove lavorava una vita fa. Maurizio Viligiardi non farà più l'operaio ma il coordinatore dei servizi generali: un rientro un po' più morbido per l'ex segretario della Cgil del Valdarno e adesso anche ex primo cittadino di San Giovanni, per due mandati consecutivi sullo scranno più alto (e più scomodo) di palazzo D'Arnolfo.

Com'è stato questo lunedì?

Come me l'aspettavo. Devo reinserirmi in un ambiente da cui mancavo da tanti anni, verificare le mie capacità. Per certi aspetti è stimolante, per altri sarà faticoso.

Le elezioni le ha vinte Valentina Vadi. Se l'aspettava o temeva un altro risultato?

Ma no, immaginavo sarebbe finita così, la situazione di San Giovanni la conosco bene. Ha vinto la segretaria del mio partito, presumo che ci sarà continuità amministrativa, quindi sono contento. E sono contento che abbia perso Carbini.

Perché?

Negli anni scorsi non ha fatto opposizione, ha fatto guerra. Mi ha attaccato su questioni personali. Io e lui vediamo la politica in modo troppo diverso.

Anche a San Giovanni, però, c'è stato bisogno del ballottaggio. 

L'erosione dei voti per il Pd è in atto, mi pare evidente. Però un partito che arriva al 45%, può definirsi ancora un partito forte. In questo territorio il consenso è radicato.

E' una questione culturale, storica o veramente c'è apprezzamento per la proposta politica dei governi cittadini?

Credo che influisca molto la qualità della vita: a San Giovanni per fortuna si sta bene, la società è coesa. Poi la paura di un salto nel buio è più forte della volontà di cambiare governo. Stavolta, in ogni caso, un'innovazione c'è stata ed è giusto così. Dopo due mandati, un amministratore pubblico deve farsi da parte: servono entusiasmo e idee diverse, anche se immagino che Valentina Vadi riprenderà il filo del discorso da dove l'ho lasciato io.

Lei è soddisfatto dei suoi due mandati?

Sì, molto. Secondo me abbiamo lavorato bene.

Però non è convinto che ci sarà veramente continuità.

Beh, in campagna elettorale non ho sentito dire che le mie giunte sono state brave, nonostante a mio parere i risultati ci siano stati, dentro un quadro di difficoltà economica e gestionale. Il nuovo sindaco e i suoi assessori li misureremo sui fatti.

La prima donna sindaco di San Giovanni avrà qualche vantaggio in più?

Su questo tema c'è molta retorica. Una svolta di genere era necessaria. Ma le difficoltà che incontra un sindaco sono trasversali: in certi frangenti le donne tirano fuori una marcia in più, in altri hanno delle rigidità di troppo. Come ho detto prima, conteranno i fatti. Solo quelli.

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