Via Malpighi, il M5S Arezzo sostiene il Comitato No Amianto e la raccolta firme

Dopo l'appoggio del consigliere di Arezzo In Comune Francesco Romizi, anche dai banchi del Movimento Cinque Stelle arriva l'appoggio alla raccolta firme del Comitato No Amianto di via Malpighi che lunedì mattina sarà con un gazebo in piazza della...

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Dopo l'appoggio del consigliere di Arezzo In Comune Francesco Romizi, anche dai banchi del Movimento Cinque Stelle arriva l'appoggio alla raccolta firme del Comitato No Amianto di via Malpighi che lunedì mattina sarà con un gazebo in piazza della Libertà proprio per raccolgiere le adesioni anche dei consiglieri comunali che nei giorni scorsi hanno ricevuto una lettera da parte del Sunia e del Comitato.

La nota è del portavoce Massimo Ricci che ripercorre anche le attività in consiglio comunale dove ad agosto aveva presentato un'interrogazione:

Il MoVimento 5 Stelle Arezzo aderisce alla raccolta firme del Comitato No Amianto di via Malpighi, lunedì 24 ottobre al gazebo allestito dal Comitato in piazza della Libertà durante il Consiglio comunale, per chiedere la sostituzione della copertura in eternit delle Case Popolari in via Malpighi. Nel Consiglio comunale di luglio con una interrogazione sollevammo il problema e successivamente, ad agosto, abbiamo depositato un atto di indirizzo in merito al censimento bonifica e smaltimento dei manufatti contenenti amianto, discusso in Consiglio comunale il 29 settembre. Purtroppo la nostra iniziativa non ha ottenuto voti sufficienti per essere accolta a causa del numero incombente di astensioni. Nell’atto di indirizzo si chiedeva al Sindaco e la Giunta di impegnarsi a:

- emanare un’ordinanza di immediata bonifica e rimozione di tutti i manufatti in cemento e amianto degli edifici e fabbricati privati e pubblici interessati dagli eventi climatici calamitosi del luglio scorso, e la loro messa in sicurezza, per procedere allo smaltimento, dando precedenza alla zona di via Malpighi;

- acquisire i dati presso il Centro Operativo Regionale (COR) Toscana relativi all'incidenza tumorale sul territorio aretino, ivi compresi i casi asbesto correlabili;

- effettuare una mappatura dei siti comunali interessati dalla presenza di amianto;

- individuare una o più ditte (iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali categoria 10/B) da incaricare per la messa in sicurezza e successiva bonifica dei prodotti in cemento/amianto;

- sollecitare la Regione Toscana e gli altri enti responsabili affinché finalmente il Piano Regionale di Tutela dall’Amianto istituito con l’art. 2 della L. R. 51 del 2013 venga predisposto e attivato;

- attivare le necessarie procedure al fine di accedere al “Fondo per la progettazione preliminare e definitiva degli interventi di bonifica di beni contaminati da amianto” istituito presso il Ministero dell’Ambiente. Quanto accaduto durante il Consiglio comunale dimostra che ad Arezzo non c’è la volontà politica di risolvere il drammatico problema dell’Eternit, e le amministrazioni comunali che si sono succedute continuano a sottovalutare la presenza di questo materiale pericoloso sul territorio. Recentemente si è svolto il convegno "Smaltimento dell'amianto, stato dell'arte e nuove tecnologie" presso la Camera dei Deputati, organizzato dal M5S, con la presenza dei portavoce Luigi di Maio e Alberto Zolezzi insieme a tecnici ed esperti ambientali, per fare il punto dello stato dell’arte sulla questione amianto in Italia e proporre soluzioni concrete. Dall’incontro è emerso il difficile rapporto tra le discariche correlato al surplus di leggi vigenti in materia, la metà delle regioni italiane non ha neppure una discarica per amianto e ogni anno oltre 250.000 tonnellate di materiale contenente amianto viaggiano verso Germania e altre nazioni, con costi superiori alla realizzazione di siti di discarica a filiera corta e controllata.

Le nuove tecnologie di smaltimento, in alternativa alla discarica, vedono gli scienziati italiani protagonisti. Il Prof. Norberto Roveri ha presentato il suo metodo di inertizzazione chimica con siero di latte, per il quale è aperto un procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale. Dalla dottoressa Cristina Leonelli, dell'Università di Modena e Reggio Emilia arriva l'Inertizzazione definitiva dei rifiuti con asbesto tramite riscaldamento a microonde mentre la ditta francese Inertam attraverso il dottor Fabrizio Protti ha parlato dell'aggiornamento sul metodo di inertizzazione dell'amianto con torcia al plasma e il trattamento dei rifiuti di amianto particolari e problematici, una tecnica sperimentata da molti anni.

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Le soluzioni possibili per affrontare seriamente la questione sono sul tavolo, e comunque già oggi il Comune di Arezzo avrebbe gli strumenti e i fondi per poter mettere in sicurezza almeno le situazioni più critiche, partendo proprio dalle Case popolari di via Malpighi.

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