Un ticket gratis ogni due al museo egizio di Torino per chi parla arabo. L’attacco di FdI, Ricci (Pd): “Sostegno al direttore”

“Sostegno a Christian Greco”. Ecco le parole del segretario provinciale del Pd aretino Albano Ricci sul caso che vede coinvolto il direttore del museo Egizio di Torino. Il direttore Greco ha infatti promosso un’iniziativa per far avvicinare al museo anche i cittadini di lingua araba ed è stato attaccato da Giorgia Meloni (FdI) che ha organizzato un sit-in di protesta davanti all’ingresso

Redazione Arezzo Notizie
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Invia per email  |  Stampa  |   13 febbraio 2018 14:34  |  Pubblicato in Politica, Arezzo


“Sostegno a Christian Greco”. Ecco le parole del segretario provinciale del Pd aretino Albano Ricci sul caso che vede coinvolto il direttore del museo Egizio di Torino. Il direttore Greco ha infatti promosso un’iniziativa per far avvicinare al museo anche i cittadini di lingua araba ed è stato attaccato da Giorgia Meloni (FdI) che ha organizzato un sit-in di protesta davanti all’ingresso.

L’iniziativa – spiega Il Post – già sperimentata in passato, si chiama “Fortunato chi parla arabo” ed è dedicata ai “nuovi italiani”, con l’obiettivo di avvicinarli a una delle culture più importanti del mondo antico e di conseguenza alle loro radici. La promozione consente alle coppie di entrare pagando un solo biglietto e di utilizzare altri servizi del museo, come le audioguide in lingua araba. Secondo Meloni l’iniziativa è una forma di “razzismo al contrario” perché svantaggia gli italiani.

La nota di Albano Ricci:

L’ho conosciuto nella mia attività di assessore alla cultura del comune di Cortona. Ci siamo incontrati un anno fa, una mattina di gennaio, per iniziare una collaborazione tra il museo Egizio di Torino e il Maec, che ha al suo interno una preziosa sezione egizia. Giovane, semplice, affabile e direttore di uno dei musei più importanti al mondo: se fosse proprio la cultura a cambiare l’Italia mi son detto, con speranza ed energia. Il merito, le idee, la capacità di tradurre un’istituzione nella funzione sociale che rappresenta: questa è l’Italia che vogliamo e che raccontiamo ogni volta nelle nostre visioni politiche. Questo stanno facendo i direttori dei grandi musei scelti da Franceschini. La storia di Christian Greco è di un ragazzo determinato, senza santi in Paradiso, che si pagava gli studi, che conosce molte lingue, che ha preso un museo forse troppo autoreferenziale e lo ha aperto a tutti. Ha fatto di più: ha pensato che potesse essere anche strumento di inclusione sociale, non buonista ma intelligente: come nel caso degli sconti alle persone di lingua araba, due biglietti al prezzo di uno, con l’evidente funzione di offrire loro – alle donne arabe, soprattutto, come si evince chiaramente dal manifesto – un’occasione di cultura a loro vicina, in grado di incuriosirli o interessarli. L’Italia si merita questo: politici, operatori culturali, cittadini abbiamo il dovere di difenderlo. Giorgia Meloni minaccia di licenziare lui e tutti i nuovi direttori, come fosse una colpa rendere i musei pieni, far circolare il pensiero. Io sto con Christian Greco: il fascismo è fascismo perché ha paura della cultura.

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