Un minuto di silenzio per Piero e Filippo, poi le interrogazioni in consiglio: dal progetto strade sicure alle preghiere nel Cas

Un minuto di silenzio per Piero e Filippo, poi le interrogazioni in consiglio: dal progetto strade sicure alle preghiere nel Cas

Redazione Arezzo Notizie
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Invia per email  |  Stampa  |   24 settembre 2018 18:12  |  Pubblicato in Politica, Arezzo


Dopo il minuto di silenzio dedicato ai dipendenti dell’Archivio di Stato vittime dell’incidente accaduto la scorsa settimana, su richiesta del presidente Alessio Mattesini, la prima interrogazione è stata presentata dal consigliere comunale Federico Scapecchi: “la Fraternita dei Laici non ha partecipato al nuovo bando per i richiedenti asilo e dunque gli spazi che un tempo adibiva a questo servizio vanno liberati il più presto possibile anche alla luce della delibera presa dal Consiglio Comunale. Fraternita svolge infatti ancora accoglienza su richiesta del prefetto per motivi di proroga del precedente servizio ma tale proroga adesso deve avere un termine. Per quanti migranti sono ancora a disposizione gli spazi della Fraternita e in quali sedi si trovano? Quando è prevista l’uscita definitiva di Fraternita dai servizi di accoglienza”?

Paolo Sisi ha ricordato che via Gamurrini è rimasta storicamente priva di marciapiede “ed è una strada pericolosa vista la frequenza e i numeri di quanti la percorrono”.

Il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini:abbiamo elaborato due soluzioni: la prima è un percorso lungo lungo via Gamurrini molto complesso per motivi altimetrici e di larghezza della strada. Il secondo percorso corre lungo la strada interpoderale che si prende in destra prima di superare gli archi andando verso il cimitero. Più economica ma allungherebbe il percorso. Adesso vediamo se nel 2019 o 2020 riusciremo ad adottare l’una o l’altra soluzione”.

Alessandro Caneschi ha rilevato come viale Dante sia in condizioni di usura tali da mettere in pericolo la circolazione soprattutto dei mezzi pesanti.

Ancora Alessandro Caneschi ha ricordato come “l’archivio storico del Comune di Arezzo sia caratterizzato da spazi insufficienti. La precedente amministrazione aveva programmato un nuovo archivio da ubicare recuperando parte delle aree di proprietà comunale in via Tagliamento. La Giunta ha annunciato l’iter per un nuovo archivio storico. Vorrei avere notizie in merito. E quali sono le condizioni di sicurezza a tutti i livelli dell’attuale sede”?

L’assessore al patrimonio Tiziana Nisini: “è stato fatto un avviso pubblico e sono giunte all’amministrazione alcune proposte. Sono stati fatti dei sopralluoghi ed è risultato idoneo a ospitare la struttura un immobile in via Ramelli. Attualmente la questione archivio storico non è comunque una priorità. Ci sono stati incontri con la proprietà privata che si è resa disponibile ad adeguare a proprie spese, in base alle sopravvenute esigenze anche in termini di sicurezza, come la realizzazione di una nuova sala visure al piano terreno, sulla base di quanto indicato anche dalla Asl”.

Egiziano Andreani: “parlo del reparto di nefrologia e dialisi all’ospedale san Donato. A tale reparto si appoggiano altri ospedali e con i pazienti in cura si arriva a circa 5.000 all’anno. Ci sono state segnalate alcune criticità: sui numeri del corpo medico e infermieristico e sulla necessità di nuovi posti letto nel reparto. Si chiede all’assessore Lucia Tanti di attivarsi per verificare l’esistenza di tali criticità e fare pressione per eliminarle”.

“Dagli stati generali della sanità che abbiamo voluto per Arezzo – ha specificato l’assessore Lucia Tanti – sono emerse 10 domande e se la Regione avesse risposto almeno ad alcune, potrei essere più precisa. Su tali questioni abbiamo registrato i silenzi politici della Regione e abbiamo così sollecitato la Asl di fare da tramite. Noi le risposte le vogliamo e non ci fermeremo fin quando non le avremo ottenute”.

Simone Chierici: “il 19 ottobre del 2017 si chiedeva in un atto di indirizzo la possibilità per Arezzo di aderire al progetto ‘strade sicure’. Nonostante i limiti previsti dalle regole di ingaggio, la presenza dei militari avrebbe conseguenze positive per la sicurezza e il decoro di alcune zone della città. Anche ad Arezzo esistono luoghi sensibili, la cattedrale e la stazione ad esempio, e alcuni Comuni Toscani, non solo capoluogo di provincia e cito Pontedera e Cascina, beneficiano della presenza dei militari. Perché non è stato dato seguito all’atto di indirizzo dell’ottobre 2017 e siamo proprio sicuri che Arezzo non possa beneficiare del progetto ‘strade sicure’ per ripulire dal degrado i quartieri più sensibili”?

L’assessore alla sicurezza Barbara Magi: “l’attivazione del progetto viene decisa dal prefetto e quello dell’epoca ci rispose che non riteneva di dover procedere con la richiesta di ‘strade sicure’ per la città. Dal canto nostro, abbiamo intensificato controlli e presenze, grazie anche all’assunzione di 6 vigili e 3 ispettori. Non abbiamo solo un aumento del personale, registriamo quello delle risorse economiche per il rinnovo di mezzi e divise, il potenziamento del sistema di videosorveglianza, con 35 nuove telecamere a Campo di Marte, e della pubblica illuminazione. Attività che evidenziano come la sicurezza rappresenti uno dei temi più sensibili di questa amministrazione. Ma riporteremo all’attenzione della prefettura anche la possibilità di aderire al progetto in questione”.

Il sindaco Alessandro Ghinelli: “mi preme ricordare e ribadire come la tutela della sicurezza sia una delle priorità di questa Giunta. Ne è conferma l’impegno continuo e costante della polizia locale nell’attività di presidio e controllo delle zone più sensibili della città che nel corso del 2017 si è concretizzato in un numero di interventi che è sostanzialmente raddoppiato rispetto agli anni precedenti, grazie anche alla presenza giornaliera di una pattuglia anti-degrado che sorveglia il quartiere. Tutto questo è segno indiscutibile di un’attenzione che rimane alta. È evidente che l’impiego cospicuo di agenti in quella zona mantiene scoperte altre aree della città: la presenza dell’esercito, che con Strade Sicure svolge ugualmente un’azione di presidio e controllo, potrebbe consentire di destinare ad altri interventi e servizi gli agenti e rendere ancora più efficace e diffuso il programma sicurezza. Chiederemo nuovamente al Prefetto di ridiscutere questa richiesta”.

Il commento della Lega sul progetto Strade Sicure:

“Auspichiamo che il nuovo prefetto accolga e metta in campo anche ad Arezzo il progetto ‘Strade Sicure’ del Ministero della Difesa, che avevamo già presentato con un atto di indirizzo, approvato in sede di Consiglio comunale, lo scorso autunno. Inoltre, questa mattina il consigliere Simone Chierici  di OraGhinelli ha presentato un’interrogazione in merito che abbiamo sottoscritto di buon grado. Il nostro gruppo consiliare continua a sostenere che ‘Strade Sicure’ debba essere attuato anche ad Arezzo. Il precedente prefetto non aveva espresso il suo favore al progetto, ci auguriamo quindi che il cambio al vertice della prefettura porti anche un atteggiamento positivo nei confronti di questa importante iniziativa a tutela della sicurezza dei cittadini, che sosteniamo e condividiamo da tempo.”

Roberto Bardelli:abbiamo letto dello svolgimento di una preghiera musulmana in via Malpighi. La giunta era a conoscenza del fatto e il Cas poteva concedere i suoi spazi per questo”?

L’assessore Lucia Tanti:non ne eravamo a conoscenza, il Cas non poteva permettere tale evento. Il regolamento non prevede l’esercizio di qualsiasi culto all’interno dei centri di aggregazione sociale. Iniziative di questo tipo prevedono modalità completamente diverse, di sicuro una previa collaborazione con l’amministrazione comunale e non certo tenere quest’ultima all’oscuro della vicenda. Aggiungo che agire alla chetichella, senza informare nessuno, crea solo sospetto e non certo interrogazione”.

Donato Caporali: “recentemente in piazza Fanfani si è verificato il decesso di un soggetto senza fissa dimora. Per cui chiedo di prevedere l’apertura del dormitorio cittadino per 365 giorni all’anno”.

L’assessore Lucia Tanti: “l’orientamento di questa giunta non è di fare di Arezzo un dormitorio per la provincia e oltre. Nessuna città delle dimensioni della nostra ha strutture di questo tipo aperte senza interruzione e non saremo i primi perché non è una risposta corretta. Il dormitorio continuerà ad avere i tempi attuali e Arezzo rimarrà un luogo solidale ma solo nei momenti di emergenza, non il ricettacolo di chi non sta dentro alle regole”.

Alessandro Caneschi ha chiesto chiarimenti sul destino delle risorse derivanti dal bando di riqualificazione delle periferie.

Angelo Rossi ha messo in risalto l’aumento notevole delle tariffe del trasporto pubblico scolastico: un problema che deriva dall’Isee ma anche dalla cancellazione delle integrazioni che servivano a scontare gli abbonamenti per chi aveva una famiglia numerosa”.

Il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini: “la vicenda nasce nel 2013 quando è nato il bando per il servizio unificato regionale di trasporto. Unificato anche per i costi. In tutta la Toscana. E questo ha portato alla diminuzione dei prezzi degli abbonamenti in alcuni Comuni e all’aumento in altri. Come Arezzo. Che è costretta a ripianare un sistema inefficiente come accade per ogni altro servizio pubblico gestito a livello regionale, tipo i rifiuti. La valutazione che stiamo facendo è come andare incontro alla famiglie che hanno subito questi aumenti”.

Donato Caporali: “raccomando collaborazione con la Regione Toscana sulla riserva naturale Ponte Buriano – Penna. Non è una semplice oasi faunistica e il Comune di Arezzo è stato sollecitato a collaborare nella gestione di questa zona caratterizzata da un monumento di pregio e valori ambientali. Arezzo sia protagonista nella sua valorizzazione”.

Infine Francesco Romizi ha chiesto chiarezza sul progetto per la nuova sede dei vigili urbani visto che l’idea di usare via Fabio Filzi è sempre più corposa, c’è anche un incarico per lo studio di fattibilità affidato ad un esterno:

Via Fabio Filzi sede Pl, il progetto va avanti. Pd e Arezzo in Comune: “Aula vuota all’atto di indirizzo, impedita la discussione”

 

 

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