Un mese alla scadenza di Vasai, quale successore? Nel Pd spunta anche l'ipotesi Scarpellini. I Comuni ago della bilancia

Scadono tra un mese esatto i quattro anni di mandato del presidente della Provincia di Arezzo Roberto Vasai, che era stato confermato il 12 ottobre 2014 dopo il quinquennio amministrativo precedente. L'ente ha poi subito radicali trasformazioni...

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Scadono tra un mese esatto i quattro anni di mandato del presidente della Provincia di Arezzo Roberto Vasai, che era stato confermato il 12 ottobre 2014 dopo il quinquennio amministrativo precedente. L'ente ha poi subito radicali trasformazioni per le legge Delrio e Vasai è stato riconfermato il 19 dicembre 2016. Il 31 ottobre prossimo, giorno fissato per le elezioni indirette, si saprà il nome del suo successore. Il 10 ottobre scade il termine per la presentazione delle liste.

Una prova di forza

Per quanto il nuovo ente non abbia più i poteri di un tempo (come sottolineato dalla scenografica uscita di scena del consigliere provinciale e sindaco di Castiglion Fiorentino Mario Agnelli), la partita del post Vasai sembra riscuotere un certo interesse, anche perché i contendenti misureranno le forze in vista del più sostanzioso premio in palio nelle comunali di primavera e nelle regionali del 2020. Le elezioni provinciali dovrebbero seguire lo schema classico "centrosinistra contro centrodestra", con l'incognita, anche in questa tornata, di una terza lista, che potrebbe attingere più dal primo bacino che non dal secondo.

Il bipolarismo locale in crisi?

Se il terzo incomodo salterà, sarà comunque il canto del cigno del bipolarismo così marcato a livello locale. Benché il radicamento sul territorio sia minore, alle amministrative il M5S reciterà almeno un ruolo da "rompiscatole"; nel centrodestra la componente storicamente maggioritaria di Forza Italia, che a livello locale è ben strutturata, si confronta con la novità della Lega elettoralmente forte anche a queste latitudini. L'intesa sul territorio, nonostante l'asse governativo Salvini-Di Maio, non sembra in discussione, con equilibri da ricercare.

La novità Scarpellini

Sono in salita le quotazioni di Margherita Scarpellini, sindaco di Monte San Savino, come candidata-guida del centrosinistra. C'è anche lei nel novero delle papabili, tutte donne, nel mazzo del Partito Democratico: un Pd che - nonostante i ko elettorali della scorsa primavera, parzialmente mitigati dal successo di Laterina Pergine - ambisce ancora ad esprimere il presidente provinciale. Ed è in programma nei prossimi giorni (venerdì 14) un incontro a cui dovrebbero essere presenti i maggiorenti locali del partito, compresi sindaci e consiglieri comunali, per fare il punto della situazione. Oltre a Margherita Scarpellini, sono della partita Simona Neri, fresca prima cittadina del neonato comune di Laterina Pergine, e Ginetta Menchetti, che guida Civitella in Valdichiana. L'auspicio dei tesserati dem, alla ricerca di un punto di ri-partenza (a livello nazionale e, a cascata, regionale e provinciale) è che non ci siano ulteriori spaccature, arrivando alla scelta di un nome appoggiato non solo a larga maggioranza, ma addirittura all'unanimità.

Ghinelli e Chiassai per il centrodestra

Il centrosinistra si sta muovendo, sondando il terreno e, nonostante la precarietà dei numeri, confida nella riuscita dell'operazione-Provincia. Ma il centrodestra, benché non reputi questa elezione una partita-chiave, potrebbe mettere a segno un colpo incredibile a livello d'immagine: l'ente cambierebbe colore per la prima volta nella sua pur breve storia. I due papabili sono Alessandro Ghinelli, sindaco di Arezzo, e Silvia Chiassai, di Montevarchi. C'è ancora qualche settimana di tempo per decidere: Ghinelli, candidato forte, potrebbe cedere il passo, concentrandosi verso altre vicine sfide (che nel 2020 lo vedranno certamente impegnato, o con le comunali di Arezzo o, chissà, con le elezioni regionali): Chiassai è pronta.

I comuni ago della bilancia

Le amministrazioni che avranno un ruolo decisivo per dipanare la matassa sono quelle con i colori distintivi meno a fuoco: le civiche di Bibbiena, Anghiari e Sansepolcro. Si vocifera di una maggior predilezione per il centrosinistra, ma niente è scontato: circola anche l'ipotesi di una terza lista attorno al nome del sindaco biturgense Cornioli (il Pd a Sansepolcro è all'opposizione). Occorre poi decifrare l'uscita del castiglionese Agnelli, se il suo sfogo pubblico avrà o meno riflessi elettorali (a detrimento del centrodestra). Le carte sono nelle mani dei giocatori, ancora devono essere svelate.

@MattiaCialini

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