Più che «il treno delle 7.30 senza lui» (lui: il Marco di pausiniana memoria) ieri sera mancava proprio direttamente tutto il treno intero. Per la precisione era quello delle sette e nove (19.09) che da Firenze Santa Maria Novella sarebbe dovuto...

Più che «il treno delle 7.30 senza lui» (lui: il Marco di pausiniana memoria) ieri sera mancava proprio direttamente tutto il treno intero. Per la precisione era quello delle sette e nove (19.09) che da Firenze Santa Maria Novella sarebbe dovuto partire col suo carico prevalentemente di pendolari giù verso il Valdarno e poi via via in direzione Arezzo. Era guasto, dice. Il che ha costretto i pendolari orfani del loro convoglio ad ammonticchiarsi sul treno successivo.

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Mal gliene incolse: siccome le disgrazie non vengon mai da sole, ecco che un incendio divampato a sfavor di binari ha provocato rallentamenti e ritardi trattenendo i viaggiatori stremati in carrozza.

Ma siccome le disgrazie non vengon mai da sole, si diceva, ecco che vedi il caso il condizionatore era guasto, il che ha fatto quasi divampare un nuovo incendio: sì ma di rabbia, questa volta, tra i passeggeri a bordo. Chi semiliquefatto, chi mezzo svaporato, tra tutti si sono limitati all'invettiva. E alle pubbliche denunce. Sul treno della tregenda, infatti, ieri sera viaggiava il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Stefano Mugnai, pendolare storico su quella tratta e che tra l’altro il caldo lo cura anche parecchio: «Il condizionatore fuori uso in una scatola di lamiera con 40 gradi all’esterno non è curare il caldo – borbotta ancora a 12 ore di distanza – ma una sevizia bella e buona. Per non parlare della corsa soppressa per guasto al treno».

Ma siccome le disgrazie non vengon mai da sole, si diceva e ridiceva, ecco che stamani ritonfa: «L’odissea continua», si irrita al telefono il pendolare Mugnai. «Treno per Firenze atteso a Montevarchi per le 7.56 cancellato per guasto treno», dettaglia. Indi la toccatina politica: «Altro che swing e minuetto con cui Ceccarelli tenta di incantare le platee di viaggiatori: qui la musica dei treni è tutta da riarrangiare».

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