Supermensa, Tanti: "E' una questione di metri quadrati". E il Comitato organizza il convegno

Continua il dibattito in città sulla costruzione della supermensa

La protesta continnua

Parrebbe una questione di metri quadrati. La supermensa che il Comune di Arezzo sta valutando di varare con un project financing, continua a far discutere. E Forza Italia rilancia un'intervista dell'assessore Lucia Tanti che mette in fila una serie di numeri a sostegno di quella che è la soluzione che ha detto di gradire: la costruzione del centro unico di cottura appunto. 

I DATI messi in fila dall'assessore TANTI

In questo momento ci sono 12 cucine – costruite più o meno negli anni 70 – per 60 scuole. Sei di queste cucine “servono” solo sei scuole, le restanti 6 servono tutte le altre scuole. Su 60 scuole dove i bambini pranzano, 48 non hanno la cucina interna. Ogni giorno vengono preparati circa 3000 pasti, ciò significa più di mezzo milione di pasti all’anno. Da qui la idea di passare da 12 cucine a 4, mantenendo 3 cucine esistenti, costruendone una di ultima generazione e superando 9 cucinine ormai da mandare in pensione. Ecco l’idea della supermensa.

I METRI QUADRATI

Secondo l'assessore per efficienza e qualità le 12 cucine attuali devono essere almeno raddoppiate – se non triplicate – negli spazi a loro disposizione. "Oggi abbiamo cucine di 55 metri quadri che dovranno essere portare a 130 metri quadri: dopo il 24 gennaio vi darò il dettaglio per tutte le 12 cucine, e trasecolerete.  Se raddoppiamo o triplichiamo lo spazio delle cucine, “rubiamo” spazio alle aule o, nella migliore delle ipotesi, allo spazio verde. Insomma: si può fare, a patto di esser d’accordo a cementificare 12 scuole e fare classi pollaio. Non mi pare una grande idea. E poi non basterebbe ugualmente. Quelle cucine saranno sempre il frutto di un arrangiamento e avranno il limite di produzione complessivo a 3000 pasti al giorno. Se ci dovesse essere più necessità da parte delle famiglie di scegliere il tempo pieno, quelle famiglie dovranno far mangiare il panino a scuola. A parte il fatto, non secondario, che mettiamo un blocco alla autonomia degli istituti. 

MENO BAMBINI A SCUOLA?

"Sì, ma sono cambiate le esigenze didattiche e delle famiglie. Il potenziale in questa Città è ragionevolmente di quasi 4000 pasti al giorno. E questo potenziale è un diritto che non vorrei negare a nessuno." 

TEMPI DI CONSEGNA

In 48 scuole su 60 il pasto viene già oggi consegnato e non arriva freddo. Perché dovrebbe arrivare freddo se esce da una cucina di ultima generazione rispetto ad una vecchia cucina? Ma non solo: oggi il tempo massimo di percorrenza cucina/scuola è di 25 minuti. Con la super mensa sarà di 22 minuti.  Se chi oggi riceve il pasto in 25 minuti non lo riceve freddo, come si può dire che ricevendolo in 22 minuti massimo sarà freddo? Quanto alla bontà e alla sicurezza credo che nessuno possa sostenere che nel vecchio e piccolo si lavora meglio che nel nuovo. 

IL FRONTE DEL COMITATO

#GIùlemanidallemense non sta a guardare. E' continuata la raccolta firme e domani mattina sarà portata come primo step in consiglio comunale. In fase avanzata di organizzazione anche il convegno sul tema delle mense come momento didattico e fondamentale per la salute e la crescita dei bambini. Un evento con la partecipazione di Legambiente, Coldiretti, Slow Food e Food Insider, ma anche medici che si occupano di infanzia. si terrà sabato pomeriggio 2 febbraio all'auditorium Pieraccini dell'ospedale San Donato. 

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