"Il sistema sanitario pubblico è indispensabile, ricordiamocelo quando si parla di tagli"

Nota di Arezzo 2020, il tempo di cambiare:"Grazie a quanti si stanno facendo carico dell'emergenza. Oggi resistiamo, domani dovremo ripartire con un mondo più giusto"

Nota di Arezzo 2020, il tempo di cambiare: "Grazie a quanti si stanno facendo carico dell'emergenza. Oggi resistiamo, domani dovremo ripartire con un mondo più giusto".

Come tutti, in questi giorni anche noi siamo molto preoccupati per quanto sta accadendo a causa dell'epidemia del virus covid-19. Ci auguriamo che con i comportamenti personali responsabili, il contributo fondamentale del sistema sanitario nazionale, i rigorosi ma giusti provvedimenti statali si riesca a superare questo grave momento con le minori sofferenze possibili, di ogni genere. Anche la nostra attività, ovviamente, rallenta e per molti aspetti si ferma. Cercheremo di fare quello che è possibile e giusto, sempre all'interno di comportamenti individuali e collettivi doverosamente da assumere in attesa di evoluzioni positive.  In questo difficile momento prima di tutto ci preme esprimere la nostra gratitudine a coloro che si stanno facendo carico dell'emergenza.

La nota integrale

Grazie, quindi, agli operatori sanitari che si stanno prendendo cura dei malati, negli ospedali e fuori, e al personale di ogni struttura sanitaria e socio-assistenziale; grazie a chi deve andare a lavorare comunque, a quanti sono impiegati nei servizi essenziali: negozi di alimentari, farmacie, trasporti di persone e merci, forze di polizia ed altri ugualmente importanti; grazie agli operai delle fabbriche che non hanno chiuso, a chi lavora nel settore agroalimentare, a quanti svolgono attività di consegna a domicilio; grazie anche a chi sta cercando soluzioni originali per continuare a svolgere il proprio lavoro con passione, come gli insegnati impegnati nella didattica on-line o le tante Partita Iva che, senza tutele, continuano ad offrire servizi all'Italia; grazie ai volontari che si stanno occupando delle persone più fragili e maggiormente in difficoltà; grazie a chi non si arrende nonostante le difficoltà economiche gravi come i commercianti, gli artigiani, l'intero mondo della cultura; grazie alla comunità cinese di Arezzo che ha donato attrezzature al nostro ospedale, augurandoci che questo gesto faccia considerare gli stranieri in generale nostri concittadini, smettendo il divisivo "prima gli aretini".

Insomma, grazie a tutti quelli che stanno mandando avanti il nostro Paese e grazie a chi tiene duro, anche se subisce il gigantesco disagio di questa situazione in casa, magari lontano dalla famiglia o con qualche familiare malato da assistere.

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Oggi resistiamo, domani dovremo tutti ripartire mettendo a frutto quanto stiamo apprendendo. Più di ieri, infatti, capiamo quanto oggi il mondo sia interdipendente e non esistano confini o fili spinati capaci di fermare i virus come i cambiamenti climatici e le migrazioni. Oggi prendiamo atto che il sistema sanitario pubblico è un bene essenziale: nel passato è stato ridotto e tagliato, ora si capisce la sua indispensabilità. Oggi apprezziamo più di ieri quanto siano importanti i momenti di socialità, più preziosi di qualunque merce e che solo con la solidarietà, la giustizia sociale, la cooperazione e la comunanza tra tutte le persone si può vivere meglio. Oggi ci accorgiamo quanto siano importanti per i lavoratori tutele e diritti che in anni recenti sono stati attaccati. Infine, si comprende che solo la politica - certo, quella vera, alta e lungimirante, e non altre e pur legittime dimensioni come quella finanziaria ed economica - può prendere decisioni fondamentali per la vita umana. E' un mondo intero quello che oggi sta soffrendo e domani ci sarà chi più di altri ne subirà le conseguenze, specialmente quanti stanno nei gradini più bassi della scala sociale e che non andranno lasciati soli. Con fatica il mondo dovrà ripartire e provare ad essere semplicemente più giusto: noi ci saremo.  Un abbraccio virtuale, ma caldo e solidale, a tutti i cittadini di Arezzo!

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