Il silenzio della maggioranza e l'atto di Bardelli senza numero legale. Ma Ghinelli è ancora un candidato possibile?

"Io sto con Ghinelli" di Lucia Tanti è l'unico atto di difesa del sindaco. Dalla maggioranza c'è un silenzio che fa rumore, mentre tutti si domandano se il primo cittadino sarà davvero candidato dal centro destra

Alcuni banchi della maggioranza in consiglio comunale

Silenzio politico. E' quello che si registra nella maggioranza a Palazzo Cavallo. Un silenzio però che fa rumore. Perché, a parte due dichiarazioni dell'assessore Lucia Tanti fedele a Ghinelli, nessuno è intervenuto, o ha preso le difese del sindaco Alessandro Ghinelli, attaccato dall'opposizione per le registrazioni che sono state pubblicate con il decreto di perquisizione dell'inchiesta per corruzione sulla presidenza di Arezzo Multiservizi.

Uno scenario che è stato evidente nel consiglio comunale di ieri, dove la scena è stata tutta del primo cittadino che ha risposto ad una serie di interrogazioni e dell'opposzione, del Pd e di Arezzo in Comune, che hanno chiesto spiegazioni sulla nomina di Luca Amendola, adesso indagato per corruzione, che hanno chiesto le dimissioni di Lorenzo Roggi da presidente di Arezzo Casa, nel registro degli indagati per lo stesso reato.

A quei toni anche alti, a tratti accesi fino allo scontro dialettico, non è seguita una presa di posizione dai banchi della maggioranza, da dove non si è alzata una voce. Ne da parte della Lega, ne da Fratelli d'Italia, ne dai consiglieri del gruppo di OraGhinelli, la lista civica con la quale si è candidato e ha vinto le elezioni cinque anni fa il sindaco. Non ha parlato in un senso o in un altro nemmeno Forza Italia, così come i due consiglieri comunali che fanno parte del gruppo azzurro, ma pronti a spiccare il volo con la lista civica Arezzo nel Cuore Angelo Rossi e Mery Cornacchini.

L'unica azione evidente

consiglio-comunale-angelo-rossi-cornacchiniA dire la verità un'azione evidente c'è stata, un movimento che, a chi conosce il consiglio comunale, non è sfuggito. Dopo l'abbandono dell'aula da parte dei consiglieri di minoranza, nello spazio dedicato agli atti di indirizzo, ha preso la parola proprio il consigliere Roberto Bardelli, il terzo degli indagati per corruzione, che ha presentato la richiesta di intitolare di un giardino a Guidotti Mori Guido, podestà, prefetto e imprenditore. E' a questo punto che Angelo Rossi e Mery Cornacchini sono usciti dal consiglio. E' evidente che se l'aula avesse proceduto con la votazione non ci sarebbe stato il numero legale. L'atto quindi non è stato votato, assentandosi lo stesso Bardelli, è decaduto.

Questa appare come la prima e unica azione avvenuta in consiglio comunale da parte di chi, se interpretiamo bene, non voleva votare a favore di un atto di indirizzo proveniente da quel consigliere.

Forza Italia

Al partito azzurro, politicamente, questa vicenda offre uno strumento di rivendicazione. E' altamente probabile che dal punto di vista amministrativo non accada nulla. La giunta non cadrà, il sindaco non si dimetterà, come sembrava potesse accadere nella fibrillante giornata di lunedì scorso. L'attività di consiglio sta per terminare, in vista della campagana elettorale, ci sarà una prossima seduta, l'ultima, dove saranno affrontate le osservazioni al piano strutturale, tanto per citare l'unico atto veramente sostanziale rimasto da approvare, poi da febbraio fine dei lavori.

I parlamentari Stefano Mugnai (coordinatore regionale di Forza Italia) e Felice Maurizio D'Ettore sono usciti allo scoperto in settimana tanto per sgomberare il campo dai dubbi sugli omissis trascritti nel decreto di perquisizione. "Siamo noi le persone tirate in causa da terzi... ma ribadiamo di essere totalmente estranei alla vicenda perché come sempre ci siamo solo occupati e ci occupiamo di questioni esclusivamente politiche.“

Mugnai e D'Ettore allo scoperto: "Siamo nel file audio dell'inchiesta. Parole irresponsabili su di noi"

E quindi Forza Italia e le altre anime di centro destra potranno ragionare in modo diverso circa le candidature aretine per le elezioni regionali e per le amministrative del Comune di Arezzo. Un passaggio cruciale ci sarà nei prossimi giorni quando i coordinatori regionali di Forza Italia, Lega e Fratelli d'italia si ritroveranno per discuterne.

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Ghinelli è ancora candidabile?

Già, la vera domanda è proprio questa. Quello di Alessandro Ghinelli, disponibile a candidarsi sia per Arezzo che per la Regione Toscana, è ancora un nome spendibile? Nel suo discorso di ieri ha cercato di rimarcare la sua forza, mandando messaggi sì all'opposizione, ma non solo. La compattezza sulla sua candidatura per il secondo mandato a Palazzo Cavallo nel corso degli ultimi mesi si è un po' sfaldata e adesso la sua posizione è in bilico. Dopo l'affaire Coingas, il nuovo scandalo per la presidenza di Multiservizi, ha aperto un fronte più ampio che lo pone in discussione. Ghinelli, alla domanda che ci siamo posti, risponderebbe sicuramente di sì "perché non sono toccato dall'inchiesta, non sono indagato", ma non tutti la pensano come lui. Basti pensare alla picconata spedita da Maurizio Bianconi e a quel silenzio che fa tanto rumore.

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