Sel, su bollette Nuove Acque: "Risposta di Ghinelli non ci convince. Ecco le nostre proposte"

"La società Nuove Acque sta inviando lettere agli utenti che, in “obbedienza civile” al risultato del referendum del 2011, si autoriducono la bolletta depurandola del contributo per la remunerazione del capitale che costituisce il profitto del...

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"La società Nuove Acque sta inviando lettere agli utenti che, in “obbedienza civile” al risultato del referendum del 2011, si autoriducono la bolletta depurandola del contributo per la remunerazione del capitale che costituisce il profitto del gestore privato. Nelle lettere raccomandate inviate si preannuncia la sospensione della fornitura dell’acqua". A intervenire sulla questione, dopo la discussione avuta in consiglio comunale lo scorso 9 novembre, è Sel.

"La risposta data dal Sindaco non ci convince: Ghinelli dice di essere d'accordo con le richieste del Comitato Acqua Pubblica e ritiene necessaria un'azione collettiva di tutti i Sindaci della Provincia e della Regione per cambiare le modalità di gestione dell’acqua in Toscana.

Infatti, la scellerata politica toscana di accentramento nella gestione di servizi essenziali, quali acqua, rifiuti, trasporti, sanità, costituisca un vulnus pesante per la democrazia, estraniando i cittadini e i Sindaci che li rappresentano dalla possibilità di interloquire con i responsabili di questi servizi, i quali non rendo più conto agli amministrati, ma solo al livello politico regionale.

Tuttavia, Ghinelli si tira, poi, indietro dalla questione affermando che non può far niente da solo e chiedendo al Comitato Acqua Pubblica di muoversi, in sua vece, per ottenere un consenso ampio degli altri Sindaci.

E qui sbaglia: non è vero che non può far niente da solo, anche perché, essendo il Sindaco del Comune capoluogo dell’Ato 4, ogni sua iniziativa ha un peso politico e amministrativo rilevante".

Sel poi stila un decalogo con le azioni che potrebbero essere intraprese: "Ci permettiamo quindi di suggerire al Sindaco cinque cose che potrebbe fare da solo: potrebbe pubblicamente e formalmente (con delibera) sostenere le richieste del Comitato e dei cittadini che applicano l'”obbedienza civile”, dando loro molta più forza nella trattativa; potrebbe applicare l’”obbedienza civile” anche alle bollette intestate alle utenze del Comune (uffici comunali, scuole, ecc...), mettendosi così dalla parte di chi lotta per far prevalere la legalità del risultato referendario; potrebbe convocare i rappresentanti del Comune di Arezzo nel Consiglio di Amministrazione di Nuove Acque, chiarendo come e perché siano state approvate procedure come quella di minacciare la sospensione della fornitura dell’acqua; e potrebbe anche sostituirli con persone che rappresentino chiaramente la volontà politica del Comune di Arezzo, se è vero che questa è a favore delle richieste del Comitato Acqua Pubblica; potrebbe assumere iniziative verso gli altri Sindaci della Provincia e della Regione per formare un fronte di amministratori che comincino a verificare e mettere in discussione la gestione di Nuove Acque da un lato e le direttive dell’AIT dall’altro, senza scaricare sul solo Comitato la responsabilità di convincere gli altri Sindaci a muoversi in questa direzione; potrebbe costituire formalmente un gruppo di lavoro tecnico con il compito di redigere, in un tempo assegnato (sei mesi?), un progetto operativo per la ripubblicizzazione dell’acqua che descriva i passi da compiere, i tempi (non necessariamente immediati, ma comunque certi), i modi e i costi con i quali tale risultato può essere raggiunto. Ciò darebbe chiarezza e concretezza alle intenzioni del Comune, consentirebbe di discutere con dati e prospettive certi in merito al conseguimento di un risultato che i cittadini, con il referendum, hanno dichiarato di volere.

Queste cose, e altre, il sindaco Ghinelli le potrebbe fare da solo; ma in realtà non sarebbe solo, sarebbe con i cittadini di Arezzo. Ma forse manca il coraggio per questa scelta".

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