Scuole dell’infanzia, fondi dalla Regione. De Robertis: “Ad Arezzo per 40 plessi e 2000 bambini”

De Robertis: “Per la scuola dell’infanzia paritaria 3,5 milioni di euro dalla Regione”
La ripartizione avverrà sulla base del numero degli alunni e delle sezioni. “Un importante contributi ad un servizio essenziale per le famiglie e per i territori marginali”. Interessate in provincia di Arezzo circa quaranta scuole che accolgono quasi duemila bambini.

Redazione Arezzo Notizie
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Invia per email  |  Stampa  |   12 ottobre 2017 17:45  |  Pubblicato in Politica, Arezzo, Casentino, Valdarno, Valdichiana, Valtiberina


Via libera dalla Regione Toscana a 3.5 milioni di euro di contributi alle scuole paritarie dell’infanzia della Toscana per l’ano scolastico 2016/2017.
A darne notizia è la vicepresidente del Consiglio regionale Lucia De Robertis.

“Anche per l’anno scolastico concluso a giugno scorso – spiega De Robertis – la Regione riesce a mantenere l’impegno dell’erogazione delle risorse a parziale copertura di questo fondamentale servizio offerto alle famiglie e ai territori”. Lunedì scorso, infatti, la Giunta regionale ha approvato una specifica delibera dedicata alla questione.
“Per la provincia di Arezzo – previsa la Vicepresidente – sono interessate circa 40 scuole dell’infanzia paritarie, per un totale di 92 classi e 1985 bambini frequentanti”.

“I servizi di scuola dell’infanzia – aggiunge la vicepresidente – garantiti da comuni e privato sociale non lucrativo sono infatti non soltanto un beneficio per le famiglie, ma un elemento fondamentale per garantire la vivibilità delle zone periferiche della regione, dove spesso questa offerta ha colmato le lacune del sistema statale. Un servizio che la Regione Toscana ha riconosciuto fin dal 1998, con l’attivazione del sistema pubblico regionale integrato dell’educazione e dell’istruzione, due anni prima ancora che il Parlamento approvasse la legge sulla parità”

Dei tre milioni e mezzo 2,1sono destinati alle scuole dell’infanzia paritarie private ed 1,4 milioni a quelle degli enti locali. La ripartizione fra le vari scuole terrà conto sia del numero di studenti che del numero delle sezioni.

“Il numero delle sezioni – spiega de Robertis – è un parametro importante, da salvaguardare, proprio per garantire la sussistenza di questo servizio nelle aree più marginali ,come la montagna”.

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