Sanzioni per operatori della Asl che segnalano sui social o ai giornali. Il video di Simona Dei

La notizia arriva direttamente dal capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale Maurizio Marchetti e dal coordinatore regionale toscano di Forza Italia onorevole Stefano Mugnai

Redazione Arezzo Notizie
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Invia per email  |  Stampa  |   11 maggio 2018 12:38  |  Pubblicato in Politica, Valtiberina, Valdichiana, Valdarno, Casentino, Arezzo, Attualità

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Fa discutere un video pubblicato sulla pagina Facebook dell’Asl Sud Est da parte del direttore sanitario Simona Dei che annuncia provvedimenti, secondo il regolamento per gli operatori che segnaleranno sui social o ai giornalisti, le problematiche interne al, loro luogo di lavoro. La notizia arriva direttamente dal capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale Maurizio Marchetti e dal coordinatore regionale toscano di Forza Italia onorevole Stefano Mugnai che hanno presentato un’interrogazione in REgione toscana in particolare evidenziando come si sia usato questo strumento pubblico invece che una circolare interna.

Questo il video:

La nota stampa:

Nella Asl Sud Est a quanto pare Facebook è divenuto il vettore di trasmissione delle circolari aziendali. O no? A domandarselo un po’ interdetti sono Marchetti e Mugnai dopo aver visualizzato il videomessaggio che il direttore sanitario della Asl Sud Est Simona Dei ha affidato alla pagina social della sua azienda sanitaria in cui riassumono gli esponenti di Forza Italia, «si annunciano conseguenze per chi, lavorando nella Asl Sud Est medesima, si rivolga a giornali, tv e social media per lamentare carenze, disfunzioni e problematiche del sistema sanitario».

«Le perplessità – spiegano i due vertici azzurri – sono sia di metodo che di merito. Di metodo perché il direttore sanitario con quel videomessaggio sui social contraddice le sue stesse direttive e le regole di cui parla. Di merito perché se qualcuno ha agito contro il disciplinare aziendale lo si riprenda, ma senza inculcare il terrore di provvedimenti in maniera indistinta. Nemmeno questo crea nel paziente-utente quella fiducia nel sistema sanitario di cui tanto la dottoressa Dei si fa forte».

E la Regione, che ne pensa? Per saperlo Marchetti ha esercitato il suo ruolo istituzionale presentando un’interrogazione a risposta scritta. Per la giunta regionale, quesiti a catinelle con Forza Italia che chiede di sapere «se la direttrice stia denunciando dei fatti chiari e certi o accertabili», «se il lessico utilizzato dalla direttrice, la quale in apertura del video dichiara che “il compito non rientra nel ruolo del direttore sanitario”, non risulti inappropriato quando utilizza le parole “punizioni” o “conseguenze” o paventi di indagare le email dei dipendenti», «se il tono utilizzato dalla direttrice non risulti non solo offensivo per i medici del sistema, dato che si rivolge a loro in maniera generalizzata, ma anche minatorio, sentite appunto le espressioni che vengono utilizzate», «se la direttrice sia stata incaricata dalla direzione stessa, o dall’assessorato, di effettuare questo video» e «se la direttrice stia facendo riferimento a delle situazioni particolari avvertite o subite dal personale del sistema sanitario e se sì quali, e se eventualmente la direzione, o la Giunta, abbiano delle soluzioni da presentare».

«Non siamo mica su qualche rotocalco televisivo», incalzano Mugnai e Marchetti. «Il videomessaggio – si legge anche nell’interrogazione del capogruppo regionale – è visibile anche ad utenti esterni, non solo a medici e altri operatori socio sanitari, e quindi potrebbe far preoccupare o addirittura spaventare qualche paziente in cura proprio in quella Asl, per gli errori e i fallimenti che vengono più volte richiamati».

Per questo, conclude Forza Italia, si è «ritenuto opportuno intervenire affinché il sistema sanitario pubblico svolga al meglio il proprio compito nell’interesse dei cittadini, ovvero trovi le soluzioni necessarie non per punire o minacciare gli operatori, ma per discutere proposte che lo rafforzino e li supportino a lavorare in sicurezza e secondo legge».

 

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