Arezzo è civile e Saione è quartiere d'Europa. La lettera di Giuseppe Giorgi

Dopo gli ultimi fatti di Saione una lettura della situazione con lo sguardo rivolto all'Europa e alla mancanza di un riferimento di quartiere come era la circoscrizione

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Giuseppe Giorgi dell'associazione Demos, l'Osservatorio dei cattolici democratici.

Volantini razzisti sparsi lungo una delle vie più popolari di Saione giorni fa e al tempo stesso, altre scritte rancorose in via Nazario Sauro, l’ultima rissa in ordine di tempo ci richiamano all’attenzione mirata sul quartiere aretino. Sin dal consiglio comunale aperto del 14 novembre registrammo una disattenzione agli interventi garbati dei cittadini da parte della giunta Ghinelli. Intolleranze, mobilità, buche, parchi e siringhe, sono problematiche e aspetti critici che l’amministrazione sembra voler risolvere con il numero telefonico del vice sindaco messo a disposizione.

Il quartiere di Saione è un triangolo nella pianta di Arezzo con il vertice a Campo di Marte e la base sul raccordo anulare; al tempo della circoscrizione era il nome ufficiale di una piccola città di 28.000 abitanti che arrivava in pratica all’autostrada. Oggi le zone che si riconoscevano in Saione come Chiani, San Giuliano e Agazzi, fanno riferimento al comune e non più all’ente intermedio Circoscrizione  che era una presenza anche fisica, di ascolto sul territorio e che andava incontro alle attese delle fasce deboli della popolazione e su cui Demos chiama a una profonda riflessione in direzione del servizio alle comunità territori e alla democrazia partecipativa. Fasce deboli costituite in egual misura da stranieri e italiani: i primi per l’ovvia necessità di adattamento ed i secondi, magari nati e vissuti  ad Arezzo, per il disagio di ascoltare lingue incomprensibili o anche per la convivenza condominiale con usi differenti che sono odori, rumori modi di fare. Questo spaesamento degli italiani è stata strumentalizzato da una politica miope e cinica che ha indicato nel diverso e nell’immigrato l’origine di tutti i mali, fino a invocare da parte di Ghinelli la militarizzazione di Saione. Gli hanno risposto i cittadini in consiglio rigettando qualsiasi ipotesi di questo genere e rivoltandosi giorni fa ai vergognosi volantini razzisti di via Piave. 

La circoscrizione Saione aveva mostrato sensibilità a una strategia di accoglienza e integrazione come le manifestazioni comuni, lo stesso torneo di calcio interetnico, oggi disattesa con le problematiche di convivenza viste solo in termini securitari. Si ha l’impressione che l’ideale per il Sindaco e i suoi, a Saione, sarebbe un bel coprifuoco selettivo dal tramonto all’alba. 

Arezzo civile risorge nello sdegno dei cittadini contro la viltà dei volantini  razzisti anonimi e dei “ coraggiosi leoni “ da tastiera che riempiono di xenofobia, odio e rancore i siti e le agenzie.

Demos pensa al ben essere di Saione, alle buche di via Cheren, alla sosta selvaggia che spesso assedia il quartiere, alle regole da rispettare della comunità territorio. Tra la gente di Saione quartiere d’Europa con il parco Pionta sede del festival delle culture con un posto fisso di Carabinieri per il controllo e la prevenzione nel territorio. Saione quartiere d’Europa perché ne sintetizza problemi e opportunità. Queste ultime vengono anche dagli “ indesiderati “ immigrati come le cattedre di scuola che mancherebbero senza bambini ( Demos ricorda l’assurdità dell’essere stranieri anche se nati in Italia, ad Arezzo e ripropone lo ius culturae ) oppure gli appartamenti di Saione che sarebbero vuoti.

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Arezzo è civile e Saione è quartiere d’Europa.

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