Romizi: “Arezzo Fiere: e… ora Ghinelli?”

"Per certe forze politiche il mondo delle piccole imprese costituisce l’ossatura del proprio bacino elettorale: di conseguenza, al loro interno, non ci sarà tutto questo entusiasmo per la mossa del sindaco di schierarsi con i maggiorenti dell’economia locale".

Dichiarazione del capogruppo Francesco Romizi (Arezzo in Comune)

Mi sembra opportuno tornare sull’argomento Arezzo Fiere con alcune riflessioni. È a seguito di una mia interrogazione consiliare che è cominciato il botta e risposta tra il sindaco Ghinelli e il presidente Boldi e negli ultimi giorni lo scontro si è inasprito fino a mettere in discussione l’accordo tra Arezzo Fiere e Italian Exhibition Group.

I rumors parlano di guerra tra orafi. Che non è, per loro fortuna, una guerra tra poveri come purtroppo se ne vedono ovunque, ma è comunque un fatto che rischia di spaccare l’unità del settore imprenditoriale più importante della città. E il sindaco pare schierarsi dalla parte di chi, nel mondo orafo stesso, intende demolire l’accordo con Ieg. Possibile che Ghinelli segua una strada divisiva con il rischio di relegare la città ancora più ai margini nell’ambito del settore produttivo che l’ha vista prevalere per decenni?

Personalmente credo che sia l’unità d’intenti tra gli imprenditori l’alchimia giusta per permettere all’oro aretino di restare ai vertici. Non mi pare che distinguersi adesso, magari tra grandi aziende e medio-piccole, sia il modo migliore per rispondere a sfide di carattere internazionale. O, al limite, per mettere in piedi una fiera di livello.

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Suppongo infine che su questo fronte di divisione corra anche qualche crepa nella stessa maggioranza. Per certe forze politiche il mondo delle piccole imprese costituisce l’ossatura del proprio bacino elettorale: di conseguenza, al loro interno, non ci sarà tutto questo entusiasmo per la mossa del sindaco di schierarsi con i maggiorenti dell’economia locale. Una mossa, in ogni caso, pericolosa.

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