I risultati elettorali ad Arezzo erano ampiamente previsti, e prevedibili.

E’ tempo di agire con determinazione e incisività. Il tempo dei complimenti è finito. Per tutti.

Roberto Maruffi
Roberto Maruffi
Invia per email  |  Stampa  |   6 marzo 2018 10:50  |  Pubblicato in Politica, Arezzo


C’è chi si meraviglia del pessimo risultato ottenuto anche nel nostro territorio dai partiti che hanno sostenuto l’uscente maggioranza di governo. In realtà c’è da meravigliarsi della meraviglia. Le nostre piccole collettività sono uno specchio del sentimento nazionale.

E le persone sono ovunque più che giustamente stufe di tagli alla spesa pubblica, di tasse e di cervellotici obblighi burocratici inventati solo per drenare denari alle famiglie e alle piccole e medie attività. Sfortunatamente per loro i partiti della (ex) maggioranza hanno dato l’impressione, ormai da anni e anni, diciamo dai “fasti” del governo del prof. Monti, di essere impotenti, se non spesso consenzienti, dinanzi alle avversità che andavano colpendo le famiglie e le piccole e medie attività. Come dimenticare l’orrore della cosiddetta legge Fornero che ha reso per i più giovani – e non solo per i più giovani – un miraggio la pensione?  Come dimenticare l’orrore dei continui tagli alla spesa sanitaria che sta mettendo a rischio la cura delle persone? Come dimenticare il lassismo buonista e tollerantista, scioccamente sbandierato contro ogni sentimento popolare, verso l’illegalità che c’è attorno ad una parte dell’immigrazione, clandestina o regolare che sia?

E per illegalità non ci vogliamo riferire alle irrilevanti violazioni di assurdi obblighi burocratici inutili e dannosi che ammorbano le famiglie e le piccole e medie attività italiane o straniere che siano, e dei quali ci auguriamo una pronta abrogazione con tante scuse da parte dello Stato verso i malcapitati che ci si sono imbattuti.

Qui parliamo, nonostante l’impegno delle Forze dell’ordine alle quali va sempre l’affettuosa vicinanza della popolazione, di spaccio di droga, di rapine a mano armata, di stupri anche nella nostra piccola città, come le cronache anche locali, seppur con molta circospezione, ci ricordano.

Tutto quello che in questi anni abbiamo sentito dire a giustificazione di queste nefandezze è stato un vago accenno a obblighi contabili europei e scemate simili. E cosa dire della disoccupazione? Decine di migliaia di disoccupati in una piccola provincia come la nostra intanto che venivano propalate statistiche nazionali per le quali, e contro ogni evidenza, l’occupazione sarebbe andata a gonfie vele dimenticandosi per esempio di dire che, in quelle statistiche, vengono considerati occupati anche coloro che hanno lavorato una sola ora alla settimana.

E meno male che c’è stato il sacro santo presidio del Sindacato che ha tenuta alta l’attenzione su questi argomenti vitali per la vita delle famiglie. E non ci dilunghiamo sullo scippo dei nostri risparmiatori della vecchia Banca Etruria, dove una non chiara operazione ha anche comportato l’incredibile esproprio della banca. Quindi risultati elettorali nazionali, e a caduta locali, previsti e prevedibili: chi non sa tutelare gli interessi nazionali perde le elezioni. E le perderà. Come è giusto. A questo punto tanti auguri a chi ha vinto sperando che sappia fare meglio di quello che abbiamo visto negli ultimi anni. E tanti auguri a chi ha perso perché capisca che la politica si fa per la gente e non per scodinzolare dinanzi alla signora Merkel e ai grandi speculatori.

Perché, tanto per andare sul concreto, se la deriva non verrà bloccata già ad aprile è attesa una “manovra” da tre miliardi e mezzo (7.000 miliardi di lire), e a settembre ci cadrà addosso un aumento dell’Iva da dodici miliardi (24.000 miliardi di lire), già scritto nero su bianco nei documenti ufficiali. Estorsioni che distruggerebbero definitivamente l’economia del Paese.

E’ tempo di agire con determinazione e incisività. Il tempo dei complimenti è finito. Per tutti.

 Roberto Maruffi 
Roberto MaruffiCommercialista.
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