Scontro in aula sul piano strutturale: il resoconto della Lista Civica Castelfranco Piandiscò

Seduta fiume e animi surriscaldati su alcuni temi

Si è svolta a Castelfranco di Sopra una seduta fiume del consiglio comunale. Questo il resoconto della lista civica Castelfranco Piandiscò:

"La seduta è iniziata oltre le 21,30, in ritardo, a causa della assenza di alcuni consiglieri di maggioranza, in difficoltà a rispettare non solo gli orari ma anche le persone, in special maniera i consiglieri di opposizione. Gli esordi sono stati piuttosto burrascosi, poiché il sindaco è ritornato sull’argomento piano di recupero del centro storico di Castelfranco, all’indomani della focosa assemblea cittadina tenutasi il 7 gennaio, alla presenza di un folto numero di castelfranchesi (fra i quali numerosi esponenti PD) che si sono espressi nettamente in contrasto con il rifacimento della vecchia fontana nella piazza Vittorio Emanuele di Castelfranco. Il Capogruppo della Lista Civica ha contestato i modi con cui si è arrivati alla definizione di questo piano di recupero, senza minimamente coinvolgere la popolazione, tantomeno i consiglieri di opposizione nelle decisioni: un pacchetto take away, come si direbbe oggi. Per la Lista Civica si tratta soltanto di una manovra elettorale degli ultimi 3 mesi, che non avrà nemmeno il tempo di essere iniziata.

Ma il momento centrale della serata è stata l’adozione del nuovo piano strutturale per il comune unico.

La Lista Civica, per voce del capogruppo Marco Morbidelli, ha espresso la sua disapprovazione per il nuovo piano, in quando risponde come sempre soltanto ai dettami e alle leggi di una Regione Toscana che nell’ultimo ventennio non ha mai tenuto una linea di programmazione omogenea, dando spesso luogo a cambiamenti e a leggi su leggi. E’ stata contestata la linea politica del piano, gli indirizzi che sono stati dati dall’amministrazione Cacioli, e sono state date anche alcune utili indicazioni, data l’esperienza di Morbidelli acquisita nella sua passata attività di sindaco di Castelfranco. Si invita l’amministrazione a fare delle riflessioni sui cambiamenti che il nuovo piano apporterà, in particolare riguardo a quelle situazioni di persone che hanno pagato tasse per terreni che erano fabbricativi e adesso ad un tratto non lo sono più. Saranno risacite?  Con quali soldi? Cosa rischia l’amministrazione? Il piano serve solo a ratificare scelte e leggi fatte dalla Regione Toscana e che hanno prima aperto a tutti e poi ingessato ancghe l'attività delle costruzioni. Adesso per 20 anni sarà così, impossibile cambiare qualcosa se questa amministrazione resterà a gestire. Dove è la libertà e l’autonomia che possono avere gli enti locali? Anche la definizione di centro urbano che è nel nuovo piano è contestabile, perché il centro urbano è facilmente identificabile, non aveva bisogno di nuova ridefinizione per di più così restrittiva tanto da lasciare fuori intere aree edificate entro il vero perimetro del centro abitato. Ci sono incongruenze e situazioni inaccettabili, come la nuova opera realizzata sopra Castelfranco che ha un notevole impatto sull’ambiente circostante e non si armonizza per niente con il resto del territorio, come è stato contestato al sindaco anche da un folto numero di rappresentanti dei cittadini castelfranchesi.

Soltanto un colpo di coda dell’amministrazione PD di Cacioli, che ormai, vedendosi contestata su più fronti, cerca di resistere  prima di ricevere la bocciatura finale alle ormai imminenti nuove elezioni.

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