Piano anti-alluvione per Arezzo della Regione, polemica del Comune. Sacchetti: "Noi non invitati alla presentazione"

L'assessore: "Rossi e Ceccarelli non volevano condividere la scena con l’amministrazione comunale, ma anche noi abbiamo gestito l'emergenza di luglio. E abbiamo fornito alla Regione un proposta per gli interventi"

“Ho appreso dalla stampa dell’arrivo ad Arezzo del governatore Enrico Rossi e dell’assessore Vincenzo Ceccarelli per illustrare ai giornalisti gli interventi finalizzati alla riduzione del rischio idraulico nel territorio aretino. Non posso non sottolineare come i più elementari princìpi di correttezza istituzionale tra enti siano stati colpevolmente e volontariamente trascurati, in quanto nessuna comunicazione è giunta al sindaco sull’incontro”.

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L’assessore all’ambiente e all’urbanistica, Marco Sacchetti non nasconde il proprio disappunto per la mancata comunicazione dell'incontro di ieri e aggiunge: “Evidentemente per Rossi e Ceccarelli è già cominciata la campagna elettorale e non possono permettersi di condividere la scena con l’amministrazione comunale. A me, nell’esclusivo interesse dei cittadini di Arezzo, preme invece sottolineare che il Comune non solo ha dato il proprio fattivo apporto per la gestione dell’emergenza a seguito degli eventi di luglio, ma ha anche contribuito a fornire alla stessa Regione, nei tempi concordati, una propria proposta di interventi strutturali per la riduzione del rischio idraulico; al contempo, ha concretamente collaborato con Nuove Acque, che ringrazio, per la definizione degli interventi sul sistema fognario misto di via Romana, via Dante e zone limitrofe. Il tavolo di concertazione istituzionale tra Regione, Comune, Consorzio di bonifica e Università, annunciato e promesso dal governatore, è rimasto invece lettera morta. Purtroppo, dopo la riforma Del Rio e il conseguente trasferimento delle competenze dalla Provincia alla Regione, i processi decisionali si sono inesorabilmente allontanati dai territori e questo ha fatto sì che si creasse un corto circuito evidente: quando infatti si verificano eventi straordinari, come l’alluvione dello scorso luglio, i cittadini chiedono risposte celeri e concrete non alla Regione ma al sindaco e all’amministrazione comunale, ritenuti direttamente competenti sulla materia, mentre in realtà le competenze sono di altri.

A questo punto è del tutto evidente che oneri e onori connessi agli interventi strutturali per la mitigazione del rischio idraulico sul reticolo idrografico saranno di esclusiva pertinenza della Regione e del governatore Rossi, nominato Commissario dalla Protezione civile nazionale. Anche se credo comunque che per centrare un risultato così complesso, ovvero realizzare opere infrastrutturali sul territorio, e quindi per dare le risposte concrete che i nostri cittadini legittimamente ci chiedono, sia non solo doverosa ma anche necessaria una ampia condivisione tra tutti gli enti competenti e territorialmente coinvolti. Vorremmo insomma evitare che solo per appaltare dei lavori di messa in sicurezza ci vogliano più di due anni, come recentemente accaduto. Detto ciò, auspico che nei confronti di Arezzo e degli aretini ci sia la stessa attenzione dimostrata in passato verso altri territori colpiti da eventi alluvionali”, conclude Sacchetti.

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