Pd, Giorgi di Arezzo Democratica: "Ricci non sia capro espiatorio, ma dia seguito ad una segreteria unitaria vera"

Giuseppe Giorgi della direzione provinciale del Partito Democratico riflette e manda messaggi al popolo democratico e agli iscritti in questo post elezioni così travagliato. Per Giorgi, il segretario provinciale Albano Ricci, che sta operando...

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Giuseppe Giorgi della direzione provinciale del Partito Democratico riflette e manda messaggi al popolo democratico e agli iscritti in questo post elezioni così travagliato.

Per Giorgi, il segretario provinciale Albano Ricci, che sta operando in una condizione organizzativa molto difficile, non deve essere il capro espiatorio di quanto accaduto, ma deve comunque mantenere l'impegno di formare una segreteria unitaria, seguendo lo stesso meccanismo unitario che ha portato alla sua elezione.

L'intervento integrale:

Una nuova storia politica è quella che, dopo giornate di riflessione, dopo l’ascolto di questi giorni, propongo al Pd, agli amici e iscritti, una nuova storia fatta di rinnovato impegno, una storia di comunità che sotterri i personalismi, i clan, le appartenenze utilitaristiche e faccia crescere l’attenzione ai territori da parte del Pd, del Pd autentico. Quello che abbiamo fondato insieme ad Arezzo, non era il partito dell’autoreferenzialità, è il partito della democrazia, il nucleo aperto per un nuovo centrosinistra che illustri programmi democratici, partecipati, condivisi, al servizio delle nostre Centocittà. E’ il centrosinistra di lotta e di governo il nostro campo aperto. Il programma comune, ad esempio di ArezzoDemocratica, la chiave di una unità plurale. E’ il tempo di una rigenerazione del Pd aretino e questo lo si può tentare con una partecipazione unitaria la più larga possibile. Per cultura e umanità considero inaccettabile l’accanimento terapeutico. C’è a livello nazionale un non voler bene al Pd che lo persegue. Il Pd che abbiamo pensato insieme, non è il partito degli ottimati, il partito di Prati e Parioli, non è il partito liberista, non è il partito delle flessibilità a senso unico e delle mance. E’ il partito dell’unità del centrosinistra, dei programmi comuni, delle regole e dei diritti, delle campagne nazionali per il lavoro, per la lotta al dissesto ambientale, per il rilancio del turismo di qualità, per il rafforzamento dell’artigianato e la formazione continua, per la lotta al precariato selvaggio e per la proposta del lavorare meno lavorare tutti. E’ il partito della democrazia compiuta, quella che pensava Aldo Moro. Il Pd sia alternativa ad Arezzo come a Roma alla destra e ai suoi populismi. In tempi di sconfitta le vie sono tre: la fuga, il mimetismo, un più forte impegno. Io scelgo la terza via. Dopo il fallimento seriale della sconfitta continua c’è urgenza di una discontinuità. Sento l’on. le Rosato, padre dell’infelice rosatellum, pontificare dai più svariati mezzi radiotelevisivi, forse un dignitoso silenzio sarebbe più appropriato. Chi ha perso deve avere il pudore di riflettere perché ha perso. Ora per il Pd aretino si apre una pagina bianca, tutta da scrivere, una nuova storia che ha l’esigenza di una discontinuità e non contempla, per quanto mi riguarda, le Idi di marzo. Rispondo ai quotidiani locali: non c’è bisogno di un regolamento di conti. Noi siamo i Democratici. Le ripetute gravissime sconfitte di questi ultimi anni hanno decretato l’impotenza di una linea politica nazionale. Ora andiamo al cambio unitario. La rigenerazione del partito aretino passa per una nuova storia di relazione tra territori e Pd. In tempi non sospetti, alla 1° Assemblea provinciale Pd alla Borsa Merci, prendendo la parola, richiamai al “… nulla è più scontato.. “. La mia pratica sociale, la riflessione culturale, il mio lavoro quotidiano, m’invitavano a quell’ammonimento, ora è tempo di ascoltare davvero i territori comunità. Non so se esiste ancora un popolo, in particolare un popolo del PD ma la bella politica ci chiama in campo aperto per andare ad ascoltare, vedere, organizzare il centrosinistra. Ora andiamo al cambio unitario. Convocare nei territori l’assemblea provinciale aperta per il centrosinistra è la proposta politica che faccio alla segreteria provinciale. Albano Ricci non può essere il capro espiatorio di una sconfitta che ha molteplici responsabilità. Le difficilissime condizioni organizzative in cui lavora da qualche mese sono evidenti. Albano Ricci è però stato eletto dall’unità plurale di tutto il Pd aretino e per questo lo invito pubblicamente a dare seguito a una segreteria unitaria vera. Alla sua base programmatica abbiamo contribuito tutti, dia gambe al nostro programma comune. L’appunto pubblico che faccio ad Albano, è una certa timidezza politica che si può lenire con l’esercizio di maggiore autonomia di leadership. Fuori dalle tende. Comunità autentica. Con l’autoreferenzialità si perde, con i personalismi si va alla disfatta. E’ il tempo del confronto e dell’ascolto reciproco, è il tempo dell’unità plurale per il Pd, per il centrosinistra.

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