Affare Mochi e sede Forza Nuova. Pd: "Chiassai ha acceso lo scontro"

Dalla questione riguardante il dimensionamento dell'istituto scolastico Mochi fino ad arrivare all'accesa polemica che la scorsa primavera si è scatenata per l'apertura della sede di Forza Nuova proprio a Montevarchi

"Chiassai, ecco come non dovrebbe essere un amministratore pubblico".
Comincia così il duro attacco politico mosso dalla segreteria provinciale del Partito Democratico di Arezzo a Silvia Chiassai Martini, presidente della provincia nonché primo cittadino del comune di Montevarchi.

Dalla questione riguardante il dimensionamento dell'istituto scolastico Mochi fino ad arrivare all'accesa polemica che la scorsa primavera si è scatenata per l'apertura della sede di Forza Nuova proprio a Montevarchi.

"Sono il sindaco di tutti, non posso impedirlo"

L'intervento della segreteria del Pd

"Sono il sindaco di tutti. Non posso impedire che si apra una sede in un locale privato da parte di Forza Nuova".

Lo stesso gruppo politico che ha esposto striscioni contro la senatrice Liliana Segre. Minacce. Tanto che lo Stato ha deciso di assegnare una scorta alla sopravvissuta ad Auschwitz. Chissà se questo indurrà la sindaca di Montevarchi, Silvia Chiassai, a rivedere la sua posizione sulla sede di Forza Nuova. Probabilmente no.

La stessa Chiassai è presidente della Provincia di Arezzo, insignita della medaglia d'oro al valor militare per l'attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale. Nell'atto ufficiale, tra l'altro, si può leggere: "le gravi perdite umane e di beni, inflitte e subite, testimoniano di sacrifici, distruzioni e sofferenze immani di combattenti e popolazioni, di generoso sangue versato". Chissà se la presidente Chiassai lo ha letto. Chissà se ha messo in relazione la sua tranquilla accettazione di Forza Nuova e il suo ruolo istituzionale al vertice di un'istituzione insignita di medaglia d'oro per la lotta antifascista. Probabilmente no.

La sindaca Chiassai ha accesso lo scontro tra comuni, istituzioni e probabilmente famiglie su una vicenda che riguarda il futuro delle scuole e quindi dei ragazzi della zona. Dinanzi ai problemi che sono emersi, la soluzione non può che essere quella di un equilibrio tra gli istituti scolastici dei 3 comuni del Valdarno che sono coinvolti, in una logica di pari dignità e di affermazione dei diritti prioritari degli studenti, degli insegnanti e delle famiglie. La soluzione proposta dal comune di Laterina Pergine Valdarno rispecchia questa necessità che invece la sindaca Chiassai nega in nome di interessi particolari di un singolo territorio. Pensiamo che il ruolo dei sindaci sia quello di trovare soluzioni condivise in una logica di rispetto istituzionale. Questo pensiero è anche della sindaca Chiassai? Probabilmente no

Probabilmente la sindaca presidente ha ambizioni politiche di altro e alto livello che le fanno preferire stili ben diversi da questo. Poco importa che questi stili aprano le porte a Forza Nuova, neghino la tradizione antifascista e di rispetto della Costituzione della Provincia di Arezzo, mettano un comune contro l'altro. La sindaca presidente sta assumendo il profilo di cosa, a parere del Pd, non dovrebbe essere un amministratore pubblico vincolato alla Costituzione antifascista e alla difesa degli interesse di una comunità larga e solidale.

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