Nuove Acque fino al 2026? Decide l'AIT. Morini: "Ghinelli tradisce impegno firmato nel 2015"

Se i sindaci non invertiranno la rotta, la gestione del servizio idrico resterà al gestore privato per almeno due anni in più, ma forse anche per cinque. Mancano poche ore per capirlo, alle 10:00 a Firenze si riunirà infatti l'AIT, l'Autorità...

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Se i sindaci non invertiranno la rotta, la gestione del servizio idrico resterà al gestore privato per almeno due anni in più, ma forse anche per cinque. Mancano poche ore per capirlo, alle 10:00 a Firenze si riunirà infatti l'AIT, l'Autorità Idrica Toscana, organo politico, di indirizzo e di controllo del servizio idrico. All'ordine del giorno ci sono punti molto importanti, che interessano direttamente le tasche dei cittadini. Per questo sarà presente ancora il presidente del Comitato Acqua Pubblica Gianfranco Morini, amareggiato del mancato rispetto degli impegni presi dall'allora candidato a sindaco Alessandro Ghinelli sul fronte del servizio idrico.

Prendo amaramente atto del mancato rispetto degli accordi da parte della giunta di Arezzo e della persona di Ghinelli che aveva condiviso con noi alcuni obiettivi e invece con il comportamento e le dichiarazioni di queste ore mette in atto un vero voltafaccia - dichiara il presidente del Comitato Morini - noi agiremo in tutte le sedi possibili per mettere in evidenza questo modo tipico da politico di promettere in campagna elettorale e poi dopo pochi mesi non mantenere.

Ma con quali premesse e quali fatti si arriva all'appuntamento?

Innanzitutto alcuni giorni fa, l'11 luglio si è tenuta la conferenza territoriale, una ventina tra assessori e sindaci presenti sia della provincia di Arezzo che della Valdichiana senese.In quella sede è stato proposto di valutare la proroga della concessione del servizio idrico a Nuove Acque per due anni e mezzo in più, facendo slittare la scadenza dell'affidamento al privato dal 2014, al 2026 in cambio di maggiori investimenti e contenimento delle tariffe.

L'unico comune che ha espresso una posizione dubbia è stato quello di Sansepolcro, rappresentato dall'assessore ai beni comuni Gabriele Marconcini che ha dapprima chiesto di poter studiare le carte e rimandare di una settimana la votazione e poi si è visto costretto a votare contro all'atto di indirizzo che andava proprio in quella direzione, opposta a quella della volontà di ripubblicizzazione. L'esito della votazione non è cambiato ma lo stesso Marconcini ci ha tenuto a ribadire che dopo il referendum del 2011 "c'è il dovere di riportare, quanto prima, l'acqua entro un modello di gestione pubblico e che a Sansepolcro il tempo dei ricatti è finito".

Tutta la questione è stata ripercorsa con due interrogazioni che hanno scaldato l'aula, nel consiglio comunale di Arezzo di fronte ad un pubblico composto in gran parte da membri del Comitato Acqua Pubblica. Tra loro il presidente Gianfranco Morini che aveva con sé la lettera/impegno che nei giorni precedenti al ballottaggio del 2015 era stata condivisa e sottoscritta sia dal candidato a sindaco Matteo Bracciali che da colui che poi è stato eletto Alessandro Ghinelli. Quali gli impegni presi? In sintesi il nuovo sindaco si sarebbe dovuto impegnare in tutte quelle azioni necessarie a far rispettare l'esito referendario del 2011 per la ripubblicizzaizone della gestione, portandola in mano ad un soggetto di diritto pubblico senza scopo di lucro, ma anche a costituire un tavolo tecnico, con la rappresentanza anche del Comitato di cittadini, per analizzare i costi della gestione che determinano le tariffe, gli investimenti fatti dal punto di vista contabile e di efficacia, le manutenzioni e la modifica dell'articolazione tariffaria ad esempio.

Un impegno che, firmando, si era preso il sindaco Ghinelli, ma che non sembra essere rispettato.

In dibattitto in aula:

Francesco Romizi: “tra gli impegno elettorali di Ghinelli veniva citato un tavolo tecnico che analizzasse attentamente la situazione Nuove Acque per giungere a un dossier entro 12 mesi dall'insediamento che riportasse il reale stato delle cose in vista della ripubblicizzazione del servizio idrico. La recente conferenza dell'Autorità idrica toscana ha partorito un piano economico dove si parla invece di proroga del servizio idrico a Nuove Acque fino al 2027. Altro che promesse di ripubblicizzazione, si parla di andare oltre il 2024, la naturale scadenza delle concessioni”.

Anche il consigliere Massimo Ricci ha presentato un'interrogazione sulla proroga paventata che si estenderebbe, “come possibilità, perfino al 2029. E che dire inoltre degli aumenti tariffari di circa il 20% nei prossimi 4 anni?”. L'assessore Marco Sacchetti:

“è stato tratteggiato un quadro incompleto. Questa amministrazione ha un obiettivo: ottenere i migliori risultati per i cittadini in un quadro normativo stratificato e complesso come è quello che sovrintende la gestione del ciclo delle acque. Cosa è stato votato dalla conferenza dei sindaci? Attualmente è vigente un piano economico-finanziario che prevede un incremento tariffario del 5% da qui al 2021. Con l'approvazione del nuovo metodo tariffario otteniamo, grazie alla virtuosità dei cittadini aretini, che hanno un tasso di morosità basso, un aumento contenuto al 4,5%. Perché tali aumenti tariffari? Per mettere in campo una serie di investimenti perché una rete come quella idrica necessita di continua manutenzione. E dai 57 milioni di investimenti previsti inizialmente siamo passati a 130 da qui al 2024. Per completare questo piano degli investimenti è stato chiesto dal gestore un incremento della concessione per due anni, fino al 2026. In virtù del combinato disposto di questi e altri elementi, l'incremento tariffario si spalma negli anni fino a essere solo l'1,1%”.

“Sul prolungamento della concessione relativa al servizio idrico – ha aggiunto il sindaco Alessandro Ghinelli –

ricordo che nel 2026 scadono anche le concessione per le altre società assegnatarie in Toscana. Quello diventa l'anno in cui potrà essere rivisto il quadro complessivo dell'acqua pubblica in tutta la nostra regione e Arezzo si allineerebbe a questa prospettiva. Perché gli investimenti: il servizio deve continuare a essere buono, oltre che a costi contenuti, dal funzionamento delle tubature alla qualità dell'acqua che sgorga dal rubinetto. Sull'acqua contiamo di proseguire lungo la strada già tracciata sui rifiuti, dove abbiamo già ottenuto il 2,7% in meno del costo della Tari: lavoriamo su obiettivi e facciamo scelte di responsabilità”.

Non è di questo avviso il Comitato Acqua Pubblica che si sente tradito ed elenca alcune delle cose più importanti che saranno sul tavolo dell'AIT.

Domani si discuteranno aspetti che incidono molto sui cittadini - ci spiega Morini - prima di tutto le approvazioni dell'adeguamento della carta dei servizi di Nuove Acque e la proposta di aumenti tariffari per i prossimi 4 anni fino al 2019 compreso, a questi aumenti si aggiungeranno i circa 8 milioni di euro che verranno richiesti agli utenti con rate semestrali per conguagli sulle partite pregresse e che vale un aumento del 15% della tariffa. Infine e soprattutto si discuterà il mandato che ha ricevuto il direttore di chiedere a Nuove Acque un nuovo piano economico finanziario, il piano industriale in sostanza, prolungato fino al 2026 e che equivale allo spostamento di due anni e mezzo dell'affidamento del servizio, o, come è possibile, fino al limite temporaneo massimo consentito dall'Autorità nazionale dell'energia che è di 30 anni e che sposterebbe la scadenza addirittura al 2029.

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