Lista del Popolo: la coordinatrice toscana è la casentinese Balzani. "Sarò la voce della mia terra e di chi non si sente rappresentato"

Si chiama Lista del Popolo e il coordinamento nazionale è guidato, tra gli altri, da Antonio Ingroia e Giulietto Chiesa. Per il territorio aretino invece sarà la casentinese Carlotta Balzani, da tempo al centro del panorama socio-politico locale...

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Si chiama Lista del Popolo e il coordinamento nazionale è guidato, tra gli altri, da Antonio Ingroia e Giulietto Chiesa.

Per il territorio aretino invece sarà la casentinese Carlotta Balzani, da tempo al centro del panorama socio-politico locale in seguito al suo impegno per il Comitato Salute. 29 anni, europrogettista, da due anni è la voce del Comitato ricoprendo il ruolo di presidente e, come lei stessa afferma, non ha mai avuto in tasca alcuna tessera politica o iscrizione ad alcun partito. Per Lista del Popolo la giovane aretina è stata incaricata di ricoprire il ruolo di coordinatrice regionale facendosi apertamente portavoce delle necessità di una fetta di popolazione che "resta senza una rappresentanza politica con la quale riconoscersi".

L'avvicinamento al progetto di Ingroia e Chiesa è avvenuta proprio in conseguenza al lavoro svolto all'interno del Comitato Salute.

"Dopo due anni di lotte e di manifestazioni - spiega la coordinatrice Balzani - continuano a chiudere reparti e tagliare servizi essenziali per il nostro territorio. E' questa la molla che mi ha portato a prendere sempre più coscienza di avere bisogno di entrare nella "stanza dei bottoni" e trovare un gruppo politico di lavoro che potesse esprimere il nostro punto di vista. Ho conosciuto Antonio Ignoria e Giulietto Chiesa nei mesi passati. Da quell'incontro è nata la voglia di costruire insieme un progetto che potesse dare voce a tutte quelle persone che come me non si sento rappresentate e tutelate da nessuno dei partiti esistenti. L'esempio di quanto successo in Sicilia nell'ultima tornata elettorale è emblematico. La scarsissima affluenza è stata una chiara conferma del grave problema di rappresentanza che c'è in Italia. Per questo abbiamo deciso di creare un movimento trasversale che potesse intercettare questa fetta di popolazione. Il nostro programma si basa un assoluto semplice: vogliamo che venga attuata la Costituzione.

Per quello che concerne invece la sanità, sono stata parte attiva nella stesura delle linee guida, anche in questo contesto chiediamo la modifica del decreto 70 del 2015, lo stesso che ha fortemente penalizzato il Casentino, la mia terra.

Il progetto di Lista del Popolo non è volto ad ottenere dei risultati solo per questo appuntamento elettorale. Abbiamo tutti visto come il Rosatellum sia una legge che di fatto vieta la partecipazione alla corsa elettorale di realtà come quella di cui faccio parte. Entro il 29 gennaio dovremo aver raccolto un numero di firme talmente tanto ampio che per noi sarà molto duro accedere a questo step. Ma non importa. Noi non ci fermiamo assolutamente qui. Riproporremo il nostro progetto anche per le amministrative in Casentino nel 2019 e nelle regionali del 2020 in Toscana. Toscana che per altro, è uno dei territori più forti dove il Lista del Popolo è riuscita ad inserirsi in maniera importante. Tra le affinità politiche che possono esserci con altre realtà ad oggi esistenti c'è quella con il Movimento Cinque Stelle anche se, per quello che mi riguarda, negli ultimi due anni nessuno dei rappresentanti territoriali si è fatto realmente portavoce delle problematiche della sanità e dell'ospedale casentinese. Mai nessuno dei pentastellati ha partecipato ad una manifestazione che abbiamo organizzato in passato".

Così Lista del Popolo tenterà di accedere alla corsa elettorale per le prossime elezioni politiche in calendario per il 4 marzo.

Il programma elettorale della lista, che al momento si proclama indipendente e autonoma e distante soprattutto da Rivoluzione Civile, esperimento politico di cinque anni fa.

“La Lista del Popolo - hanno fatto sapere i vertici nazionali - appartiene a tutto il Popolo che ha come faro la Costituzione del 1948. Nessun partito, nessuna zavorra. Riprendiamoci la Sovranità”.

Il programma politico del gruppo è sintetizzato efficacemente in quella che, gli stessi rappresentanti hanno definito la Mossa del Cavallo.

"Occorre riunire le forze “sane”, intellettualmente, moralmente, politicamente. Quelle che il 4 dicembre 2016 hanno confermato che la Costituzione in vigore deve essere salvaguardata e attuata. Quelle che riconoscono nella Costituzione — sebbene già violata ripetutamente — la propria tavola dei valori e nella sua attuazione un programma di governo, per un “Governo della Costituzione”. Questo appello è rivolto a tutte le correnti ideali, politiche, religiose di qualsiasi estrazione, di sinistra, di centro, di destra, appunto nello stesso spirito in cui nacque la Costituzione italiana. L’unica esclusione, indispensabile, è quella delle forze eversive che stanno emergendo nuovamente, guidate, evocate, incoraggiate dalle classi dominanti. È dall’alto, non dal basso, che viene il pericolo autoritario. Lo annunciarono proprio le classi dominanti con il documento fondatore della Trilaterale quando, all’inizio degli anni ’70, si posero il compito di “ridurre il tasso di democrazia e di partecipazione” e da allora non hanno cessato un attimo di realizzarlo. Il progetto “Mossa del Cavallo” si rivolge al popolo. A partire da quel 60% di cittadini — sicuramente di parti e provenienze diverse tra di loro — che hanno votato NO al referendum del 4 dicembre 2016 e dai tanti che negli anni hanno scelto di non votare. Come tale punta a conquistare il governo del paese attraverso le alleanze possibili fra forze politiche che hanno analoghi obiettivi strategici".

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