L’ex sindaco Palazzeschi: “Fusione Pergine-Laterina? Ponticino capoluogo e problemi raddoppiati”

Massimo Palazzeschi, ex sindaco di centro sinistra di Pergine Valdarno (dal 1995 al 2004), interviene sul tema della possibile fusione dei comuni di Pergine e Laterina, esprimendo la propria contrarietà

Redazione Arezzo Notizie
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Invia per email  |  Stampa  |   25 settembre 2017 11:09  |  Pubblicato in Politica, Valdarno

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Intervento di Massimo Palazzeschi, ex sindaco di centro sinistra di Pergine Valdarno (dal 1995 al 2004), interviene sul tema della possibile fusione dei comuni di Pergine e Laterina, esprimendo la propria contrarietà.

Innanzitutto per l’attaccamento che ho per il mio Comune, per il suo territorio e per la popolazione, nel merito perché le fusioni dove ci sono state hanno portato accentramento del potere e dei servizi e allontanamento della istituzione dalle popolazioni, in più hanno portato conflittualità fra i paesi, dove alcuni si sono arricchiti con i servizi in più e altri che si sono impoveriti perdendo i servizi che avevano. Trovo sbagliato che per risolvere i problemi dei Comuni la soluzione sia quella di cancellarli con la fusione, tra l’altro la Toscana è la Regione che ha meno Comuni rispetto ad altre Regioni e l’Italia è il paese in Europa che ha meno Comuni, la Francia ad esempio ne ha 36.000, noi 8.000. Il problema è quello di dare la possibilità ai Comuni di vivere, di amministrare i propri cittadini e il proprio territorio e non di essere chiusi, cancellati per sempre. Giace al Senato dopo l’approvazione alla Camera il disegno di legge 2541, la legge sui piccoli Comuni: se fosse approvata darebbe ossigeno con finanziamenti, agevolazioni e altro ai Comuni sotto 5.000 abitanti e non ci sarebbe bisogno di fare le fusioni.
Nella intervista alla vostra testata di qualche giorno fa, sindaco e vice sindaco del Comune di Pergine dicono che bisogna fare la fusione con Laterina perché hanno grosse difficoltà con il bilancio, addirittura non hanno i soldi per le manutenzioni ordinarie come, ad esempio, coprire con il catrame le buche di una strada, cambiare gli infissi deteriorati di un edificio comunale, ecc.. e amministrano un Comune di 3.200 abitanti , di 46 Kmq di superficie e con un bilancio di 5 milioni di euro. Con la fusione Laterina-Pergine si creerebbe un nuovo comune di 6.700 abitanti, di 70 kmq di superficie e con un bilancio di 10 milioni di euro, in pratica, stando a quello che dichiarano loro, in questo nuovo comune i problemi sarebbero solo raddoppiati, mancavano i soldi prima con un solo comune, mancheranno dopo accorpandone due della stessa dimensione. Ma, dicono gli amministratori, ci sono i contributi per la fusione che sono circa 800.000 euro per i primi 5 anni e 350.000 euro nei successivi cinque. Faccio presente che questi contributi, in parte dallo Stato e dalla Regione, sono dati fatto salvo la disponibilità di bilancio, ovvero non sono certi, te ne può arrivare anche di meno, metà o addirittura nulla e non puoi opporti. Infatti quest’anno la Regione ha già ridotto del 10% i contributi ai comuni nati con la fusione. Ma ammettiamo che arrivino tutti gli 800.000 euro, sono l’8% del bilancio del nuovo comune, cosa pensate che cambi in concreto? Nulla. Con i soldi in più il ragioniere comunale aumenterà un po’ i capitoli della spesa per pagare una parte delle fatture e una parte dei contributi verrà destinata alle opere pubbliche. Ma i soldi che arriveranno nei primi cinque anni non basteranno neppure per un quarto di quanto promesso a Ponticino, paese che dopo Laterina, sede indicata nella proposta di legge regionale per il nuovo Comune, diventerà negli anni il nuovo capoluogo, obiettivo finale del Comitato del Sì alla fusione. E per gli altri paesi? Il futuro sia a Pergine, sia a Laterina, persa la sede comunale, è quello di diventare periferia, di perdere i servizi e di veder deprezzare il valore degli immobili. Inoltre se da due comuni se ne fa uno, anche le altre istituzioni saranno legittimate a dimezzare i servizi: ora ci sono due caserme dei Carabinieri, perché ci sono due Comuni, dopo ne avremo una sola nel nuovo comune, quella di Ponticino, come è già successo quando fu chiusa quella di Laterina; ora abbiamo in ogni comune una scuola elementare e una media e dopo, se le classi diminuiranno, saranno accorpate in un unico centro del nuovo Comune; abbiamo ora una sede Usl con tutti i servizi per ciascun comune nel capoluogo e nelle frazioni, dopo ci saranno delle ristrutturazioni, si parlerà di ottimizzare le risorse e con il tempo il grosso dei servizi dei due comuni sarà centralizzato a Ponticino. Stesso discorso per Poste, banche, linee di trasporto pubbliche. Questo porterà la fusione , è già successo in altri posti anche a noi vicini e immaginate i disagi per la popolazione. E’ inutile che i sindaci rassicurino la gente dicendo che non succederà, in quanto non sono loro a decidere: loro hanno deciso, questo sì, di chiudere due comuni con una storia secolare. Se la fusione andrà in porto sarà questo il loro lascito ai cittadini.

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