LeU Arezzo alla manifestazione dei sindacati: "A Roma per difendere il lavoro"

Domani la rappresentanza aretina di Liberi e Uguali sarà in piazza San Giovanni insieme a Cgil, Cisl e Uil: "In ballo c'è il futuro dell'Italia"

LeU Arezzo aderisce e parteciperà alla manifestazione nazionale #FuturoalLavoro unitariamente proclamata da Cgil, Cisl e Uil per sabato 9 febbraio a Roma in piazza San Giovanni in Laterano (non più in Piazza del Popolo), a sostegno della piattaforma unitaria con la quale le tre confederazioni avanzano le loro proposte e per chiedere al Governo un confronto di merito sulle scelte da prendere per il futuro del Paese.

In sintesi, le priorità di Cgil, Cisl e Uil per la crescita del nostro Paese sono: la necessità di creare lavoro di qualità, di investimenti pubblici e privati a partire dalle infrastrutture, di politiche fiscali giuste ed eque tra le quali: la rivalutazione delle pensioni, interventi per valorizzare gli assi strategici per la tenuta sociale del Paese, a partire dal welfare, dalla sanità, dall’istruzione, dalla Pubblica Amministrazione e dal rinnovo dei contratti pubblici, allocando maggiori risorse per i giovani, le donne e il Mezzogiorno.

Questi temi, che condividiamo, assumono anche una particolare urgenza politica in un momento di già annunciata recessione, durante il quale sarà forte il rischio di veder presto finiti i soldi messi nella legge di bilancio per il reddito di cittadinanza, di veder bloccate a oltranza le annunciate assunzioni nella Pubblica Amministrazione e di vedere nuovi pesanti tagli alla sanità pubblica. E questa non è allarmismo propagandistico, ma è il prevedibile effetto di una legge di bilancio con la quale il Governo pensava di aver soldi da spendere sulla base di un tasso di crescita del Paese che in questi giorni sta, purtroppo, evaporando.

Non solo. Come già abbiamo sperimentato dal 2008, una fase di recessione economica determina anche una recessione sociale e un aumento delle disuguaglianze. Già oggi, in Italia, 47 cittadini detengono un patrimonio di 150 miliardi di euro e il governo Salvini/Di Maio, invece che fare la guerra a queste disuguaglianze, preferisce fare la guerra a 47 poveri cristi, tenendoli per giorni in ostaggio su una nave e rendendo la vita impossibile a loro e a chi fa solidarietà e salva esseri umani.

I temi oggetto della manifestazione indetta unitariamente da Cgil, Cisl e Uil sono anche i nostri temi perché, sono i temi di chi si interessa veramente al futuro dell’Italia e non alla propaganda.

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