I Popolari: "I cassintegrati non siano manovalanza del Comune". OraGhinelli: "Si sentiranno utili"

I cassintegrati non possono diventare la manovalanza del Comune di Arezzo. A sostenerlo sono i Popolari per Arezzo che, pur riconoscendo l’importanza dei cittadini nella cura e nella manutenzione dei luoghi pubblici, ritengono penalizzante e...

AREZZO PALAZZO COMUNE

I cassintegrati non possono diventare la manovalanza del Comune di Arezzo. A sostenerlo sono i Popolari per Arezzo che, pur riconoscendo l’importanza dei cittadini nella cura e nella manutenzione dei luoghi pubblici, ritengono penalizzante e riduttiva la proposta avanzata nei giorni scorsi dall’assessore Gamurrini. L’esponente della giunta ha infatti dichiarato di voler proporre un impegno volontario in lavori per la città per coloro che sono in cassa integrazione, in mobilità o percepiscono il sostegno di disoccupazione. Una forma di opposizione arriva dai Popolari per Arezzo che invitano l’amministrazione a non svilire le figure sopra elencate ma a strutturare un progetto complessivo che conduca ad una ricollocazione lavorativa per chi ha prestato il proprio servizio e che porti alla creazione di un “Albo di Cittadinanza Attiva”.

A stretto giro di posta è arrivata la riposta della maggioranza con una nota del gruppo OraGhinelli

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"Ci preme sottolineare e rivendicare questa decisione dell’assessore Gamurrini – peraltro decisamente apprezzata dall’opinione pubblica – che in un momento di grave crisi sociale ed economica può offrire ad alcuni l’opportunità di inserirsi di nuovo nel mondo del lavoro, e di essere parte attiva della società, rappresentando così un momento di rinascita anche personale. A maggior ragione quando si percepiscono indennità o sussidi, situazione questa che non di rado può indurre, nei diretti interessati, la preoccupazione di sentirsi a carico della collettività. Siamo certi che per le persone coinvolte, che con la loro opera contribuiranno al decoro della propria città, ciò possa significare ad un tempo motivo di orgoglio, occasione per ricollocarsi nel mondo del lavoro e atto di estrema utilità per la collettività, in un momento in cui gli organici e le disponibilità sono ridotte all’osso ma le necessità aumentano in modo esponenziale".

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