Giorgi: "Spezziamo la tenaglia dell'isolamento del Pd, da Ricci e Caneschi bene i segnali di centrosinistra"

Giuseppe Giorgi della direzione provinciale del Partito Democratico lancia un messaggio agli esponenti del suo partito, ma non solo. In vista delle elezioni politiche di marzo invita tutti a ragionare in termini di centrosinistra e elenca le...

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Giuseppe Giorgi della direzione provinciale del Partito Democratico lancia un messaggio agli esponenti del suo partito, ma non solo. In vista delle elezioni politiche di marzo invita tutti a ragionare in termini di centrosinistra e elenca le azioni e i temi per "spezzare la tenaglia di isolamento del Pd" perché "divisi perdiamo" mentre invece ricorda "quando c'era l'Ulivo vincemmo".

"Ad Arezzo per il coraggio di alcuni, l’intelligenza di altri, è nata nel Pd sia a livello provinciale che per il Comune di Arezzo, una singolare esperienza di unità plurale da sostenere e riempire di contenuti, idee, programmi, ponendosi in ascolto dei territori. Il Pd aretino ha poco tempo per organizzare l’unità del centrosinistra per i governi locali che verranno.

Da tempo ho posto all’ordine del giorno la doppia questione della società liquida e della solitudine del cittadino anche nei nostri territori. La paura delle persone, la debolezza delle reti di protezione sociale, quella che chiamo la società rancorosa, sono terreno fertile per populismi e sovranismi. Ora si tratta di spezzare la tenaglia dell’isolamento del Pd. Quell’isolamento in cui ci hanno condotto la rottamazione, l’uomo solo al comando, l’ipotesi del Partito della Nazione. L’isolamento del Pd è antitesi al partito della democrazia, alla comunità saldamente legata al centrosinistra. Bene ha fatto Albano Ricci a invitare alla prima assemblea provinciale del Pd tutte le espressioni del centrosinistra aretino. Bene ha fatto il segretario comunale di Arezzo, Alessandro Caneschi, a incentrare la sua prima dichiarazione d’intenti alla direzione cittadina, su una dinamica politica di centrosinistra. I miei dodici lettori diranno che sono piccoli segni, io dico che sono segnali di prove di centrosinistra. Segnali a cui far seguire percorsi, idee, programmi, confronti che sintetizzino i punti comuni di una Alleanza, ad esempio, per Arezzo Democratica. Oltre le tende, oltre le appartenenze, mi ricordava qualche ora fa, un caro amico d’estrazione cattolica, sottolineando la concretezza dei progetti per le nostre comunità, oltre le appartenenze.

Ho investito energie, riflessioni, proposte per quella che è l’unità plurale del Pd. La stessa scelta va in direzione del centrosinistra aretino. Divisi perdiamo con una destra mimetica che scopre, notizia della conferenza di fine anno, Arezzo città d’arte, il turismo “volano di sviluppo", le nostre intuizioni, le nostre proposte politiche, salvo poi intendersi su modalità e realizzazioni ma su questo tornerò nelle prossime settimane; uniti forse ce la possiamo fare.

Quando c’era l’Ulivo vincevamo. Quando pensammo il Patto Democratico ad Arezzo abbiamo vinto.

Al di là delle prossime politiche che sentiranno i morsi di una legge elettorale che non facilita le alleanze, pensiamo ai territori comunità, pensiamo al bene comune, proponiamo un Pd partito del programma della coesione sociale, lavoriamo ai patti municipali.

Senza arroganza, poniamoci in ascolto, riannodiamo i fili lunghi con l’associazionismo, il volontariato, il sindacato; sullo sviluppo municipale apriamo il confronto con i corpi intermedi, riapriamo il Pd agli intellettuali e al corpo insegnante, con rispetto e attesa riprendiamo il colloquio con il mondo cattolico e i movimenti d’ispirazione religiosa.

E’ tutta una comunità che va ascoltata. Il programma comune della coesione sociale solidale merita una visione d’insieme che proponga una alternativa alla destra, ai populisti, ai sovranisti.

Al di là delle politiche, in cui proporrei linee e proposte non di solitudine ma elaborate dai territori comunità. Non governate dai personalismi delle tende ma, rispolverando la ricetta aclista, da candidature eticamente credibili, politicamente capaci, professionalmente abili,Arezzo ha bisogno di politici all’altezza dei tempi nuovi, di alternative che innalzino le cifre della politica al sevizio delle comunità. Nulla è più scontato come ho ricordato prendendo la parola alla Direzione provinciale del Pd. La Città dei Grandi ha bisogno di una alternativa, di una grande Alleanza del centrosinistra che metta in campo energie ed idee su cultura e turismo, ambiente e decoro, salute e ben essere, scuola e luoghi della formazione. Arezzo lanciata verso un nuovo sviluppo oltre le “ mura “ per antichi mestieri e nuovi lavori.

Possiamo farcela se sapremo fare dell’unità plurale non solo un escamotage congressuale ma una scelta per il centrosinistra nuovo.

Un campo largo che si apra al municipalismo comunitario.

Una linea politica da inserire nello stesso programma territoriale delle politiche. Ora è tempo di trasformare il partito comitato elettorale nel PD partito del lavoro, partito della democrazia.

Albano, Alessandro, è tempo di aprire i Forum di centrosinistra !

Luoghi di confronto, aperti ai territori comunità, di ascolto e formazione del programma comune per i governi municipali.

La solitudine del cittadino crea il vuoto civile, il centrosinistra può lanciare anche ad Arezzo un movimento della società civile per la riforma della politica e il programma comune di Arezzo Democratica. Programma comune, aprire i Forum di centrosinistra. Oggi è la Giornata Mondiale della Pace e mi piace, con umiltà, ricordare le parole di Giorgio La Pira :

“Lavoro per chi ne manca. Casa per chi ne è privo. Assistenza per chi ne necessita. Libertà spirituale e politica per tutti."

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