"Applausi indecenti e alle fasce tricolori esibite alle fiaccolate per Fredy". L'intervento di Convenzione Democratica 

Giuseppe Giorgi esponede di Convenzione Democratica recentemente ha partecipato all’incontro con il professor Graziani della Pontificia Università della Santa Croce

"Bene ha fatto l’arcivescovo Riccardo Fontana all’indomani dei tragici fatti di Monte San Savino e in queste ultime ore a spendere parole sagge a difesa della vita. Il suo chiaro ammonimento a non strumentalizzare la tragedia da parte della politica ha un alto valore morale e la civile. Qui la chiesa si fa speranza e maestra di vita. Ripenso agli applausi indecenti e alle fasce tricolori esibite alle fiaccolate notturne che evocano tempi bui della notte della storia civile della nostra Europa".

Sono queste le parole di Giuseppe Giorgi esponede di Convenzione Democratica che recentemente ha partecipato all’incontro con il professor Graziani della Pontificia Università della Santa Croce. Evento che si è svolto nella sala Pastore della Cisl, dove lo stesso Giorgi ho portato un contributo ad una riflessione comune sul ruolo dei cattolici in politica in particolare per il territorio di Arezzo e provincia.

Fontana "Nessun marchio infamante contro chi ha sparato"

"Preziosa l’occasione organizzata dall’associazione Popolari per Arezzo, introdotta dall’amico Gallorini e sviluppata dal quirinalista Nicola Graziani con sagacia in particolare su temi come l’accoglienza e l’Europa che ho particolarmente condiviso parlando ad un pubblico attento e rappresentativo del mondo cattolico aretino. Occasione auspicata da tempo in un intervento che scrissi mesi fa per gli organi di stampa e che sintetizzai nella ricomposizione di una linea di confronto, di dibattito sociale, dei cattolici aretini.

Ho richiamato a un ruolo attivo su temi come la vita, lo jus soli e jus culturae, l’accoglienza.

La scelta per la vita deve essere radicalità cristiana, umanità condivisa, non si uccide. Il controllo del commercio delle armi, l’abolizione della pena di morte come nessuno tocchi Caino, fanno parte del corredo valoriale dei cattolici e di tutti gli uomini di buona volontà ( S.Agostino. discorso 193 ).

Su questo tema, che attraversa i cattolici, anche i partecipanti al dibattito nella  sala Pastore, è determinante per la politica la ricomposizione di un dialogo, di un approfondimento comune.

Altri punti per la costruzione della Città dell’Uomo sono lo jus soli e lo jus culturae, qualificanti per l’integrazione civile e interculturale del nostro Paese della nostra città. Ripenso all’esperienza che stiamo facendo con i Focus sui quartieri aretini ad iniziare da Saione, alla scelta di militanza dalla parte della coesione sociale e dei diritti civili dei bimbi nati in Italia e che hanno frequentato regolari corsi scolastici.

Dal palco dell’incontro, a completamento, si è intervenuti sulle regole e sul loro rispetto. Su questo, rimando ai ripetuti interventi scritti sulla Città delle Regole.

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Infine il paese impaurito e l’accoglienza. Le paure incitate, vellicate, strumentalizzate, vomitate sulla gente, non più popolo, chiamano i cattolici in prima linea su accoglienza e integrazione alla luce di regole e legalità. I cattolici aretini, alla sequela dell’intervento su Avvenire del presidente della CEI cardinale Bassetti, delle parole di Papa Francesco su global compact e accoglienza sicura, confrontandosi sulla “ cittadinanza “ e sui diritti civili all’accoglienza e all’integrazione, possono trovare l’occasione di una ricomposizione dialettica. Penso alle ACLI,  alla Fraternita Federico Bindi, a DEMOS, al MCL, al Sindacato, che si confrontano per un welfare municipale, per una alternativa popolare che unisca cittadinanza e solidarietà per la comunità, per Arezzo Città delle regole, Città di tutti, Città dell’Uomo".

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