Ex Lebole addio. Il consiglio comunale approva la variante, primo step la quattro corsie sul raccordo

Di fatto sarà il primo step per la costruzione, in un futuro prossimo, della quattro corsie Arezzo Battifolle. Via libera alla variante al piano di recupero dell’area ex Lebole all’interno della cosiddetta “Cittadella degli affari” da parte del...

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Di fatto sarà il primo step per la costruzione, in un futuro prossimo, della quattro corsie Arezzo Battifolle.

Via libera alla variante al piano di recupero dell’area ex Lebole all’interno della cosiddetta “Cittadella degli affari” da parte del Consiglio Comunale. Questo spazio è tornato protagonista del dibattito in aula a seguito del quale ci sono stati 18 voti favorevoli e 4 astenuti alla proposta di delibera illustrata dal sindaco Alessandro Ghinelli.

“A seguito della presentazione, da parte della proprietà, della proposta di variante all’originario piano di recupero, non avremo più tre grandi strutture di vendita ma quattro medie strutture e due grandi strutture per complessivi 12.500 metri quadrati, insieme alla riduzione della potenzialità edificatoria complessiva con corrispondente riduzione delle superfici a parcheggio mentre resta invariata la quantità di verde pubblico. Le previsioni di trasformazione dell’area approvate nel 2015 non sono più rispondenti all’attuale contesto socio-economico per cui le modifiche proposte sono rivolte a ottimizzarne la configurazione e l’utilizzo. Per quanto riguarda il tratto del raccordo autostradale limitrofo, questa amministrazione ha fortemente sostenuto la tesi di passare da due a quattro corsie per servire la zona in maniera consona. È una soluzione parziale al tema più generale del raddoppio Arezzo-Battifolle ma intanto noi vogliamo partire. Perché poi rinunciare alla visione dello skyline di Arezzo arrivando in città? L'idea è allora quella di una viabilità rialzata e non interrata. Molto importante è poi il fatto che in questo nuovo disegno infrastrutturale esista un obbligo per Arezzo Fiere e Congressi di versare a favore del Comune di Arezzo 1.200.000 euro a titolo di contributo per la ristrutturazione e il potenziamento della viabilità di accesso e di uscita dell’area espositiva. Una nuova convenzione da sottoscrivere con la proprietà prevederà l’articolazione in due lotti del relativo intervento. Essi verranno rispettivamente realizzati a cura e spese del Comune di Arezzo, il primo, e del privato proprietario, il secondo. Il lotto uno, di competenza del Comune di Arezzo, comprende la realizzazione della rotatoria complementare a quella prevista all’intersezione tra via dei Carabinieri, il raccordo urbano e il raccordo autostradale, per la quale è in corso l’iter amministrativo. È evidente che le due rotonde sono legate da un rapporto di reciproca interdipendenza. Questa soluzione ci consente inoltre di non essere legati all'investitore, la nostra parte la faremo comunque. L'auspicio per l'area è quello di partire perché non è più possibile vederla così deteriorata. Questa amministrazione ha lavorato perché il privato potesse dare una risposta economica adeguata e il Comune dotasse la città di un'importante infrastruttura”.

Simone Chierici: “a mio modo di vedere non resta che sbloccare lo stallo. La variante richiesta diminuisce la portata dell'intervento ma a questo punto non ci sono grandi alternative se non fare partire il cantiere e riconquistare un'area. Anche modificando la scellerata scelta stradale del 2015. L'approvazione di questo atto porterà benefici, non sarà la soluzione migliore in assoluto ma è oggi la migliore possibile. Questa amministrazione accelera i tempi della pratica, anche con un Consiglio Comunale ad agosto. Un mese di anticipo può essere importante. Peraltro a proposito di tempistiche: nel 2015 l'approvazione del progetto avvenne di notte e al penultimo Consiglio Comunale prima delle elezioni”.

Angiolino Piomboni: “condivido la scelta dei due lotti. L'amministrazione si è adoperata per una variante in tempi brevi, ringrazio per questo gli uffici e i consiglieri comunali presenti che anche in un periodo di ferie si sono adoperati per accorciare i tempi della burocrazia e accelerare la ripresa della città”.

Angelo Rossi: “togliamo un bubbone dalla città. Quello che un tempo doveva essere riempito di grattacieli”.

Alessandro Caneschi: “a me pare che i grattacieli rimangano. E che della ex Lebole se ne parli dall'epoca Lucherini quando è stata persa la grande occasione dell'Outlet sorto poi a Foiano. Il 20 ottobre 2011 ci fu l'approvazione del Piano complesso di intervento con il voto contrario dell'attuale sindaco Ghinelli. Nel 2014 in Consiglio Comunale sempre il sindaco espresse alcune valutazioni molto negative su tutto l'impianto del progetto, anche sugli aspetti estetici e non solo sulle infrastrutture viarie. Stesse considerazioni che espresse nel 2015, nel Consiglio Comunale citato da chi mi ha preceduto. Per tutti gli aspetti che il sindaco ha evidenziato in maniera negativa negli anni, non mi pare che le cose cambino molto. Restano quelli che chiamava 'capannoni' e quella che definiva 'la piastra di parcheggi'. Dove sono le modifiche sostanziali della soluzione originaria? Il percorso avviato dalla giunta Fanfani non viene stravolto. Evidenzio semmai il fatto che una delle rotatorie è finanziata dall'oramai famigerato bando sulle periferie degradate e la mancata previsione del turistico-ricettivo: una città che vuole avere una vocazione turistica rinuncia per l'area di cui parliamo a questa destinazione”.

Marco Casucci: “sento polemiche di fronte al fatto che chi ha guidato la città e l'Italia non si assume le sue responsabilità. Abbiamo buona memoria e ci ricorderemo bene sia di questa cosa sia di chi non è a favore dello sviluppo della città”.

Matteo Bracciali: “non ci raccontiamo che è cambiato il contesto economico. Dal 2015 al 2018, se c'era un'idea migliore rispetto a quella che praticamente viene ripresa oggi potevate trovarla e proporla. In un approccio pragmatico posso dire che come ho sostenuto il progetto tre anni fa posso sostenerlo oggi. All'epoca con un atto di indirizzo chiedevo la previsione di uno spazio adibito a pensilina che potesse diventare una fermata del treno, uno spazio dove poter pensare a una memoria storica sulla Lebole, un luogo specifico di archeologia industriale, capire i tempi di manutenzione dell'area per dare a essa una sistemazione decorosa che tolga gli scheletri. Il voto del partito democratico sarà di astensione per permettere senza polemiche di andare avanti. Questo, accanto all'intervento di Alessandro Caneschi, è il nostro modo serie di fare opposizione”.

Roberto Bardelli: “al netto della pulizia dell'area e delle novità infrastrutturali, questo progetto non piace. Non lo trovo un progetto avveniristico, resto critico come nel 2015. Non abbiamo neanche un imprenditore che scommette sul futuro ma ripropone schemi commerciali. È vero, l'occasione è stata persa anni fa, all'inizio degli anni 2000, ma non possiamo proseguire perdendo quella di iniziare almeno il miglioramento di un luogo oramai inguardabile”.

“Tra i miei interventi – ha replicato il sindaco Alessandro Ghinelli – evidentemente qualcosa è saltato. Dissi anche in Consiglio Comunale: mandate avanti la parte urbanistica e stralciate la parte relativa alla viabilità. La precedente amministrazione non mi ha dato retta, oggi seguo le mie convinzioni di tre anni fa. Se non ci si sbriga, quest'area perde ulteriore appetibilità, la variabile tempo ha assunto troppa rilevanza. Dovevamo ripianificare l'area partendo da zero? Non era pensabile. Concludo ringraziando i consiglieri comunali presenti in aula, il consigliere Angiolino Piomboni per i suoi contributi e faccio i migliori auguri all'area e alla città”.

Il Consiglio Comunale ha votato l’adozione della variante. Spazio adesso alla pubblicazione, alla presentazione delle osservazioni in vista del traguardo dell’approvazione definitiva.

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