L'ente Serristori capace solo di triplicare le rette. L'attacco del Pd di Castiglion Fiorentino

"Il presidente dell’Ente Serristori dovrebbe stare zitto invece di vantarsi di cose che non esistono o che non ha fatto lui. Oggi i castiglionesi scoprono che prima della gestione Concettoni il Serristori era un disastro e che lui ha risollevato le sorti dell’Ente facendolo splendere come una stella. Niente di più falso."

Così l'Unione comunale del Pd di Castiglion Fiorentino attacca sull'ente Serristori e sulle dichiarazioni rilasciate dal suo presidente. 

"Sui bilanci siamo già intervenuti e lo ribadiamo: senza la svendita, perché di questo si è trattato, del patrimonio, boschi (210 ettari svenduti a 192.000 euro) e macchinari, l’Ente sarebbe in perdita. Secondo non si capisce bene cosa l’Ente coltivi direttamente nelle sue proprietà, visto che i terreni sono stati dati in gran parte in comodato o affittati. Perciò abbiamo un’azienda agricola che mette il marchio sui prodotti, ma non lavora la terra: è infatti un po’ difficile lavorare senza operai e senza macchine. In quanto alla Casa di Risposo il progetto ed i finanziamenti venivano dalle passate amministrazioni e Concettoni si è limitato a mandare avanti il lavoro avviato da altri con finanziamenti pubblici intercettati da chi l’ ha preceduto. Una cosa però è riuscita a farla: triplicare le rette  degli ospiti. Il consiglio di Amministrazione dell’Ente ha agito sempre indisturbato perché, alla faccia della trasparenza, per la prima volta nella storia, non è stato nominato nessun membro dell’ opposizione nel sopracitato Consiglio perché  non vogliono controlli. In quanto al resto gli conviene tacere, la presenza del centro sociale anziani non è certo merito di Concettoni, così come il doposcuola. Sulla presenza di un patronato nelle strutture di proprietà dell’Ente ci sarebbe parecchio da dire. Com’è stata concessa la sede? Forse attraverso un bando pubblico? Non ci risulta. Su questo chiederemo lumi. Stia attento Concettoni a evocare la buonanima del Conte Serristori. Se quel benefattore uscisse dalla tomba andrebbe a cercare, uno per uno, i membri del Consiglio di Amministrazione che si sono permessi di dare via, per un tozzo di pane, un patrimonio che era in piedi da quasi cinquecento anni. Altro che risultati positivi, ma per fortuna i fatti smentiscono le parole."

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