Emergenza sanitaria. M5S Arezzo: "Il quadro sanitario tra presente e futuro"

l Movimento 5 Stelle sorveglia la situazione soprattutto per ciò che riguarda il quadro organizzativo delle strutture pubbliche

Una riflessione su quello che è lo scenario socio sanitario aretino e nazionale.
E' con questo scopo che il Movimento 5 Stelle di Arezzo interviene nel dibattito pubblico. Ad essere presi in esame sono soprattutto gli assetti organizzativi della macchina sanitaria e assistenziale.

"Vogliamo esprimere gratitudine verso tutti gli operatori socio-sanitari e tutte le forze istituzionali e assistenziali impegnate nella protezione della vita - fanno sapere dal Mov. - Il periodo richiede una breve cronistoria articolata su alcuni piani. Il tema della salute al centro della scena, con l’umanità in ritiro all’interno delle proprie abitazioni e in contatto affettuoso con i propri cari. Si suggerisce l’utilizzo della fantasia, del buon senso e della responsabilità. Il gioco, la musica, i film, la parola si dimostrano strumenti di svago ampiamente suggeriti da social e da altre mezzi di comunicazione e sono utili per annullare relazioni personali disamorevoli, aggressive e di violenza verbale e fisica, nei gruppi familiari in ritiro. Ricordiamo che è attivo il numero di emergenza 1522 per situazioni di violenza per i soggetti fragili. Di certo lo stato di ritiro determina stress che è fattore rilevante per la salute psicofisica ed evidenzia maggiormente la vulnerabilità e fragilità dell’essere umano, in questo particolare momento e in tutte le situazioni personali che richiedono cura e assistenza. Inoltre si ribadisce che per situazioni di emergenza sanitaria il riferimento è il medico di famiglia innanzitutto, nonché centri di ascolto psicologico, psichiatrico, sociale della Asl e dei comuni. I dati indicano in questi ultimi giorni una stabilizzazione dei numeri di contagio e promuovono il comportamento di noi tutti e rinforzano le decisioni del governo e dei gruppi di esperti che stanno doverosamente lavorando per noi".

Il Movimento 5 Stelle sorveglia la situazione soprattutto per ciò che riguarda il quadro organizzativo delle strutture pubbliche.

"Nell'azienda Usl sud est, zona aretina, è reso pubblico un processo di riadeguamento della disposizione dei punti di cura e assistenza del presidio ospedaliero locale - continuano - La centralità di risposta ai pazienti gravi e in condizioni di sorveglianza critica per Coronavirus, progettata nella struttura del San Donato restituisce credibilità alla martoriata sanità pubblica e a quelle che possono affermarsi competenze di alta professionalità e specialistica del nostro ospedale. Si è manifestato il valore di operatività integrata fra professionisti che all’unisono mettono in campo competenze specialistiche al fine di rendere efficace l’azione della cura. Da non sottovalutare la solitudine, quale manifestazione psicologica che si presenta non solo per i pazienti in ricovero o in isolamento, ma che interessa, in modo speculare, i parenti tenuti lontani dai propri cari. Allo scopo di garantire le prestazioni e azioni di cura sono stati formalizzati accordi di gestione condivisa con strutture ospedaliere di zone provinciali e con le strutture private della realtà aretine. La situazione attuale di emergenza non deve poter riesumare o ripristinare in alcun modo progetti di privatizzazione e scambio mercificato di un bene pubblico quale è la nostra salute".

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Un’ulteriore precisazione riguarda un punto programmatico del M5S di Arezzo che valorizza nel futuro prossimo una sanità, "non solo ospedaliera ma anche di comunità, radicata e diffusa nei territori. Il territorio, quindi, deve essere dotato di operatori specializzati e competenti ad approcci integrati, nella cura e assistenza. Operatori che curano la persona che attraversa situazioni complesse e/o di fragilità. Equipes destinate a sollecitare e sviluppare risposte a bisogni che intersecano il mondo sanitario e sociale, le varie istituzioni culturali e professionali presenti nel territorio. Saranno necessarie maggiori risorse umane affinché più persone possano ricevere le cure al proprio domicilio. Dovremo riattrezzare e pensare mentalmente la casa come luogo ideale, non solo fisico ma anche familiare, dove ricevere la cura. Si dovranno sviluppare ricerche eticamente compatibili nel rispetto di tutti gli esseri viventi e studiare fattori di correlazioni predisponenti l’insorgere delle patologie".

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