Quale candidato per il centrosinistra di Subbiano? Pd: "Avevamo il nome perfetto ma c'è chi lo ha bocciato"

Il segretario del Partito Democratico Valter Bondi spiega le ragioni che hanno portato a respingere la proposta di candidare Rudi Lapini

Valter Bondi, segretario Pd Subbiano

"Le strade da intraprendere essenzialmente sono due. Rimanere a guardare oppure, riconsiderare un'altra candidatura".

A dieci giorni dalla scadenza per la presentazione della lista e del candidato sindaco, il segretario del Pd di Subbiano Valter Bondi si col cerino in mano. Un pretendente alla poltrona di sindaco che possa affrontare la sfida con Beatrice Benelli non c'è. Non c'è una lista e non c'è neppure un programma.

Perché?

"Perché nelle scorse serate - racconta - il comitato Orgoglio Subbianese, gruppo politicamente trasversale costituitosi proprio per la corsa elettorale 2019, ha bruciato il candidato che avevamo proposto perché, a loro dire, troppo vicino al Partito Democratico e poco civico”.

La figura indicata, e sulla quale sembrava esserci convergenza, era Rudi Lapini, noto giovane della zona.
 

"E' stato respinto - prosegue il segretario Bondi - perché ritenuto troppo del Pd e incapace di rappresentare una pluralità di espressioni politiche.
A questo punto è bene invece fare chiarezza e raccontare le cose come stanno. Il nostro partito, nei mesi passati, si è aperto a tutte le possibilità di aggregazione. Durante questa tornata elettorale era importante che ci presentassimo uniti e scongiurare l’ascesa del centrodestra. Nei mesi scorsi abbiamo fatto parte di un percorso di partecipazione che ha chiamato a raccolta soggetti di più realtà politiche. Tutti uniti nell’intento di individuare un candidato che fosse all'altezza della situazione". 

Secondo quanto riportato dal segretario Bondi, nei mesi autunnali era già cominciata l'attività esplorativa volta appunto, al reperimento di un nome su cui convergere. L'obiettivo condiviso era proprio quello di trovare un candidato credibile nonché valida alternativa al centrodestra.

"Da novembre - spiega Bondi - abbiamo iniziato a fare riunioni, incontri e confronti. Come Pd avevamo scelto di fare un passo indietro proponendo di creare una lista civica senza simboli di partito. Detto questo però nel percorso di partecipazione abbiamo sempre voluto esserci e dire la nostra in maniera costruttiva. Così ci rivolgemmo a Lapini. Lui in un primo momento rifiutò l'offerta in quanto non si sentiva all'altezza della situazione. Successivamente, dal confronto con alcuni esponenti del comitato Orgoglio Subbianese, optammo per un secondo tentativo con Lapini riuscendo a convincerlo. Nelle scorse settimane si è presentato alla nostra assemblea dove è stato accolto con favore. Poi ha fatto lo stesso con Orgoglio Subbianese e qui è stato respinto.
Un danno enorme perché, non solo il futuro di Subbiano è legato ad un rinnovamento della politica, ma ci troviamo senza un candidato credibile a nove giorni dalle scadenze. Lapini era l'uomo perfetto. Ma, e i fatti mi danno ragione, ci sono troppi personalismi, nessuna volontà di sintesi per riuscire ad andare avanti in questo progetto".

E adesso?

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"Adesso rimetterò la decisione all'assemblea del mio partito - spiega Bondi - le strade da intrapendere sono ovvie. O rimaniamo a guardare oppure riconsideriamo un'altra figura, un'altra candidatura". 

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