Le tappe del congresso Pd: Ruscelli e Bracciali o un solo candidato? E per le amministrative c'è il progetto De Angelis

Il punto sul centro sinistra in una situazione in divenire, dove il Pd deve passare dal congresso provinciale e poi pensare alle amministrative di Arezzo, città simbolo per le elezioni 2020 in Toscana

Matteo Bracciali e Francesco Ruscelli

A passi veloci e con una condizione politica molto fluida la Federazione provinciale del Pd si avvicina al congresso. I circoli si riuniranno nella settimana tra il 16 e il 29 di settembre. Ascolteranno le varie mozioni e voteranno, così da eleggere i delegati all'assemblea provinciale.

Quella sarà la tappa che consacrerà il prossimo segretario provinciale del Partito Democratico, si terrà entro la metà di ottobre, eleggerà anche i membri della direzione provinciale e il tesoriere. Poi, invece starà al segretario stesso eletto, nominare la propria segreteria.

Ruscelli e Bracciali, due candidati o uno solo?

Al momento sul piatto ci sono le due candidature di Francesco Ruscelli e di Matteo Bracciali, coloro che hanno guidato il partito, come commissari traghettatori in attesa del congresso. Ma le diplomazie sono al lavoro per incanalare tutte le energie in un percorso unitario. I rappresentanti delle due mozioni stanno cercando di trovare una sintesi, un equilibrio, senza passare dalla scelta di un terzo candidato per accantonare gli altri due. Unità di intenti che sarebbe, per il Pd, auspicabile in vista degli appuntamenti fondamentali che si troverà davanti appena salutato il 2019.

Già perché Arezzo è l'unico capoluogo in Toscana che andrà alle amministrative nel 2020 (per lo più in concomitanza con le Regionali). Elezioni altamente significative, che saranno di competenza dell'Unione comunale, ma che è evidente avranno un raggio di interesse molto più ampio se si pensa alle ricadute provinciali, di area vasta, regionali e nazionali degli equilibri politici tra centro destra e centro sinistra (la vicenda Arezzo Casa sarebbe solo l'ultimo degli esempi).

E non è un caso che Marina Sereni della segreteria nazionale del Pd per gli Enti Locali sia informata dettagliatamente sulle vicende aretine e le segua nel loro divenire. Per il Pd, dopo la riconquista di Livorno, Arezzo rappresenta un città chiave.

Le elezioni amministrative di Arezzo

Tavoli più o meno informali si stanno tenendo. Anime diverse dialogano tra loro, si va dai partiti di centro sinistra, Pd, Arezzo in Comune, Più Europa, Popolari, alle associazioni del territorio di tipo cattolico, sindacale, perché l'idea che prende corpo è quella di avere un fulcro civico intorno al quale raggruppare il centro sinistra. E il candidato a sindaco potrebbe non essere diretta espressione del Pd. Il nome? Molto presto ancora per dirlo, c'è la voglia di evitare una lunga ed estenuante campagna elettorale e aspettare che si scoprano le carte degli altri concorrenti. Intanto circolano quelli di alcuni medici aretini, sia della sanità pubblica che privata, esponenti del mondo economico e politici conclamati. Nessuna delle anime in campo vorrebbe passare dalle Primarie, strumento democratico per aumentare la partecipazione dei cittadini, ma con il rischio di creare tensioni e lacerazioni tra i candidati stessi e le loro schiere di sostenitori. Ecco quindi che un percorso unitario al congresso, renderebbe più facile anche questa fase pre elettorale. 

Michele De Angelis e Calenda

Tra chi si sta muovendo e non lo nasconde c'è Michele De Angelis appunto, medico dell'ospedale San Donato. Il suo nome circola insieme ad altri come papabile candidato a sindaco, come quello dell'assessore regionale Vincenzo Ceccarelli ad esempio. Ma, ripetiamo, è molto presto per dirlo. Certo è che è motlo politicamente molto attivo, ha aderito al progetto Siamo Europei di Carlo Calenda e continua a seguirlo con interesse anche in questi giorni in cui ha una posizione distante dal Pd in merito all'alleanza di governo con il M5S e con Leu. Nei prossimi giorni terrà un secondo incontro "tra amici" per parlare anche del progetto per Arezzo.

"Alla luce degli ultimi avvenimenti politici vorrei incontrarvi domenica 8 settembre per parlare del nostro progetto per Arezzo, per l’Italia, per l’Europa, semplicemente come si fa tra amici. Vorrei parlarvi del nuovo progetto di Carlo Calenda nell’ambito di un fronte progressista liberal democratico. Vorrei parlarvi del nostro progetto per Arezzo."

Riunione che è stata poi confermata, si terrà domenica alle 18:30 all'Arezzo Sport College. Ma cosa significa "il nostro progetto per Arezzo"? I contenuti sono riformisti, liberal democratici, la posizione politica non sembra fuori dal Partito Democratico. Alle amministrative c'è da aspettarsi la costituizione di una lista collaterale al Pd e a sostegno del centro sinistra.

Sempre che il Governo prosegua il suo cammino

Tutto questo sempre che non ci siano altre sorprese. Se a inizio anno il Governo appena varato non riuscisse più ad andare avanti si andrebbe alle elezioni politiche e le finestre possibili sono due, o a marzo oppure in primavera, in concomitanza quindi con le regionali e le amministrative. Italia, Toscana, Arezzo. E allora ci sarebbe da rispondere alla domanda: chi si muoverà e verso dove? Le carte in tavola sono molte, la partita è appena cominciata.

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